I fondamentali 
I fondamentali sono le basi che sorreggono
e orientano tutto il lavoro Aleph. 
Costituiscono la cornice entro la quale ricerca,
formazione, counseling e terapia 
acquistano un significato unitario.


8. Manifesto Aleph, 
centro per lo sviluppo della consapevolezza umana

I fondamentali

I fondamentali sono le basi che sorreggono

e orientano tutto il lavoro Aleph.

Costituiscono la cornice entro la quale ricerca,

formazione, counseling e terapia

acquistano un significato unitario.



8. Manifesto Aleph,

centro per lo sviluppo della consapevolezza umana

primo livello di conoscenza http://www.mauroscardovelli.com/mauroblog/primo_livello.html
 

Brochure di Aleph PNL umanistica,

centro per lo sviluppo della consapevolezza umana.


Mondo alla rovescia

Viviamo in un mondo alla rovescia. La finanza, cioè la pura speculazione, guida l’economia. Le esigenze dell’economia autoreferenziale guidano la ricerca scientifica e tecnologica, compresa quella sanitaria. Finanza, economia, tecnoscienze, sovradeterminano la politica e l’educazione.

All’ultimo posto ci sta l’uomo, diventato funzionario di un apparato che è sfuggito al suo controllo (ma non al controllo delle élite che detengono il potere) (Umberto Galimberti). Dopo la morte di Dio, è morto anche il prossimo (Luigi Zoia). Con la morte del prossimo si sta avvicinando la morte dell’umanità, cioè della capacità di amare, di donare, di ascoltare le ragioni dell’altro, di prendersi cura.

E’ un mondo alla rovescia perché arroganza, prepotenza e menzogna sono premiate, mentre integrità e onestà sono penalizzate. Ricchi e privilegiati diventano sempre più potenti; i poveri sempre più emarginati e sfruttati. 


Amore e potere.

Secondo il Daly Lama, l’uomo, come tutti gli esseri, cerca solo la felicità. E’ l’ignoranza che può impedirgli di perseguirla.

Secondo Raimon Panikkar, invece, due sono le forze che governano il mondo: l’amore e la ricerca del potere. L’amore conduce l’uomo a superare i propri limiti, evolvendo verso stati di consapevolezza più ampi e comprensivi. Il potere lo tira verso il basso, facendolo regredire a stati meno complessi ed evoluti. L’uomo spesso cerca il potere anche a scapito della felicità.

Anche secondo il cardinale Martini, c’è un unico peccato: l’oppressione, cioè il potere.

L’amore diffonde semi di felicità. Il potere sparge ovunque semi d’infelicità. Il potere, in ogni sua forma (ambizione, prevaricazione, sfruttamento ecc.), è male.


Senso di colpa o ignoranza?

Secondo la visione più diffusa in occidente, l’uomo che persegue il male è colpevole. Merita quindi disprezzo e punizione. Ma la punizione, per sua natura, non è atto di amore, ma di potere: quindi è male. Seguendo questa visione, il male finisce per alimentare se stesso.

Secondo un'altra visione, il male non è mai compiuto in modo davvero consapevole, dal momento che danneggia anche chi lo compie. Il male, il potere, è frutto non di colpa, ma di ignoranza. Il rimedio non è quindi la punizione, ma lo sviluppo della consapevolezza. La risposta corretta non è la giustizia punitiva, ma quella riparativa: fondandosi sull’amore, anziché sul potere, aiuta concretamente sia chi è stato danneggiato, sia chi ha prodotto il danno.


Potere e ignoranza

Potere e ignoranza si tengono insieme. Quale ignoranza? L’ignoranza di un aspetto essenziale della realtà: a livello superficiale e materiale, sembriamo individui separati; ma a livello profondo, a livello spirituale, la cui consapevolezza ci contraddistingue come specie, siamo tutti interconnessi. Chi compie il male, danneggia non solo gli altri, ma in primo luogo sé. Può arricchirsi o trarne vantaggio a livello materiale, ma fa male alla propria anima, e pregiudica la possibilità di essere felice.


Origine del male

Secondo alcune visioni religiose e filosofiche, il male è originario nell’uomo. L’uomo è fatto di legno storto, dicevano gli agostiniani (Vito Mancuso). Secondo la c.d. pedagogia nera, il bambino andava educato spezzando la sua volontà, che è solo egocentrica. Anche Freud sostiene che il bambino nasce narcisista, dominato dal suo inconscio pulsionale.

Secondo la visione umanistica, invece, il male origina da una ferita, da una carenza di amore. Abbandono, rifiuto, ingiustizia, umiliazione, tradimento, sono le cinque ferite più comuni che può ricevere un bambino (J. Pierrakos). Ad esse va aggiunta la ferita più grave, che viene inflitta, prima o poi, a quasi tutti i bambini: essere esposti ad un mondo dove l’amore, quello vero, è raro come l’acqua nel deserto (Osho).


Paura e bisogno di controllo

Dove manca l’amore, manca la sicurezza e crescono ottusità e paura. Di fronte alla paura, la reazione più comune è la ricerca del controllo e del potere (Krishnamurti). E’ su questa base che si formano e si mantengono le subpersonalità: depresso, ossessivo, schizoide, istrionico ecc. Tutte hanno in comune la nota narcisistica: il pensare a sé come al centro di tutto, sentendosi separati e vulnerabili, bisognosi quindi di strategie di sopravvivenza. Ma la ricerca del potere va proprio a chiudere la fonte interiore di amore, dalla quale sola può venire la cura e la guarigione. Va a chiudere le sorgenti dell’essere, come le chiama Etty Hillesum, dove l’energia vitale sprizza infinita.

Senza esserne coscienti, persecutori e vittime collaborano alla diffusione nel mondo della stessa danza: quella del potere, della paura, dell’ignoranza e dell’infelicità.


Superare la paura: conoscere se stessi

Per far fronte alla paura, c’è una sola via efficace: far crescere l’amore dentro di sé, perché solo l’amore ci libera e ci unisce agli altri e al mondo, e può curare il male, cioè il potere che ci separa e divide. Ma è una via in salita, che richiede grande consapevolezza e discernimento, e non può essere compiuta in solitudine da un principiante.

Il Sangha, la pratica quotidiana di convivenza e confronto con i compagni di viaggio, è uno strumento indispensabile. Nel dialogo onesto e sincero con chi ci conosce meglio, abbiamo un’opportunità straordinaria di vedere davvero chi siamo, liberandoci via via dagli strati di ombra e inconsapevolezza, alimentati dal giudizio e dalla paura, che ci rendono ciechi alla realtà e incapaci di seguire il bene, che non è mio, tuo, del nostro gruppo, ma è bene per tutti gli esseri.


Mission di Aleph

Mission di Aleph PNL umanistica è promuovere lo sviluppo della consapevolezza umana e del senso di unità che ne consegue, attraverso gli strumenti del dialogo e della PNL umanistica.

Il Sangha è il cuore di Aleph, nel quale possono essere sperimentati quotidianamente gli insegnamenti dei grandi maestri. Questi insegnamenti e la pratica del Sangha sono le colonne che collegano Aleph alle grandi tradizioni spirituali, e fungono da protezione nel tempo da derive egoiche o narcisiste, individuali o di gruppo, ispirate al diaballein – separare, anziché al sinballein - unire, in grado di annullare ogni sforzo in direzione del bene comune.

Aleph è un ponte che collega la pratica psicologica-introspettiva alla pratica spirituale-contemplativa, due sponde che nella nostra tradizione si sono andate sempre più separando, come la mente è stata divisa dal corpo e la ragione dall’emozione.

Così, da una parte, una psicologia senz’anima (Edith Stern) quasi sempre si arresta alle soglie del mondo spirituale, che spesso svaluta o considera irrilevante per il benessere emotivo; dall’altra, mistici, religiosi e ricercatori dello spirito, sovente svalutano il cammino psicologico, considerandolo superfluo o secondario rispetto al vero lavoro, che è quello di elevazione della propria anima, attraverso la preghiera e la meditazione.

I tempi sono maturi per ripristinare il collegamento tra psicologia e spritualità, favorendo una pratica psicologica e corporea sin dall’inizio orientata allo sviluppo dell’anima, e una pratica spirituale attenta alle emozioni, ai contenuti dell’inconscio e allo svelamento dell’ombra (psicologia transpersonale: A. Maslow, K. Wilber, M. Murphy).

Nell’esperienza Aleph, la sinergia tra questi due ambiti facilita e accelera il superamento dei conflitti emotivi e relazionali, in quanto si dispone di una grande forza che ci orienta al bene comune. E favorisce il percorso dell’anima spirituale, perché si diventa consapevoli degli specifici ostacoli, di origine famigliare e culturale, che frenano il suo cammino.

Le ultime scoperte delle neuroscienze (cervello del cuore, HeartMath ecc.) convalidano pienamente queste intuizioni, comprovandole attraverso una sperimentazione rigorosa e l’emergere di un modello neurofisiologico della mente umana che ha raggiuno una chiarezza incontrovertibile. La divisione cartesiana tra res extensa (corpo, materia, oggetto della scienza) e res cogitans (pensiero, anima, oggetto della religione) è ormai definitivamente superata dalla ricerca scientifica attuale.


Camogli, 27 novembre 2010

Mauro Scardovelli



PS.:

La malattia dell’occidente è l’individualismo, che pervade ogni dimensione dell’esistenza, e ci induce a preferire il potere alla ricerca della felicità.

La cura c’è: la riscoperta, in chiave moderna e scientifica, dei valori spirituali che ci uniscono (accettazione, empatia, compassione, gratitudine, generosità…), al posto dei valori materiali che ci dividono (possesso, competizione, arrivismo, ambizione…). Come? Attraverso una pratica psicologica orientata all’apertura del centro del cuore e l’attivazione dei centri neurologici che favoriscono la consapevolezza e lo sviluppo dell’empatia e dell’amore per sé e per gi altri.

In Aleph, fondamentali strumenti di questa pratica sono:

lo studio e l’aggiornamento sulle ricerche scientifiche attuali

la formazione di gruppo

l’apprendimnto delle tecniche di PNL umanistica

la lettura dei maestri

la meditazione

l’analisi introspettiva, mediante scrittura, di pensieri, emozioni ed azioni, per la comprensione di sé e la riduzione dello stress

il dialogo e il confronto con i compagni di percorso

il gioco e l’humor

il contatto con la natura

il contatto con la grande arte


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prossimo step del PRIMO LIVELLO DI CONOSCENZA9._Psicologia_spiritualita.html