Da Chiara C. 

Un uomo andò nel bosco e trovò una radura molto accogliente. Sentì che in quel luogo trovava ristoro e decise di costruirsi una capanna. Lavorò duro per tre giorni: con pazienza e dedizione costruì una capanna di legno, sassi e fango. Rimase lì per qualche giorno poi rientrò in città e tornò alla sua solita routine. Passarono dei mesi e decise di tornare al rifugio nel bosco. Trovò la radura ma della capanna era rimasto ben poco: il vento, la pioggia e gli animali in poco tempo avevano avuto la meglio su ciò che aveva costruito con tanto impegno. Si sedette su un sasso e si chiese “Come posso mantenere vivo il mio rifugio quando torno in città?”

Non so che soluzioni abbia trovato l’uomo della storia, ma la domanda è la stessa che molti di noi si pongono al ritorno dai seminari Aleph: come mantenere il contatto con le scoperte che abbiamo fatto in quei giorni? Come coltivare le intuizioni avute e proseguire nella ricerca?

Il quaderno di Mauro Scardovelli è un’ottima opportunità per continuare il dialogo con Mauro anche nella vita quotidiana. Possiamo sfogliarlo lasciandoci guidare dalla curiosità e dall’intuito oppure, se siamo interessati ad un argomento in particolare,  attraverso l’indice possiamo reperire sia scritti che filmati, questi ultimi sono numerosissimi e accessibili  su youtube o arco iris.tv direttamente dal sito.

A volte bastano pochi minuti di collegamento al sito per essere guidati in nuove scoperte o per consolidare  intuizioni  e apprendimenti già raccolti durante  i seminari. Il sito è un maneggevole strumento per tutti noi che vogliamo essere aggiornati sulle costanti scoperte della ricerca  Aleph. Vi invitiamo a frequentarlo!

Da Paola C.


Prima di tutto è la prima volta che dopo un'esperienza "forte" non ho avuto paura di tornare al mio contesto quotidiano: ieri ero talmente serena e fiduciosa che ero proprio curiosa e aperta di vedere cosa sarebbe successo al ritorno nella "grigia quotidianità aziendale", senza la paura di perdere tutto...

E stanno succedendo delle cose pazzesche!!

Io che non avevo molto detto cosa avrei fatto nel corso del week end, sta mattina ho trovato semplice raccontare quello che mi sto portando dietro e tutti non possono che vederlo e riscontrarlo prima ancora che ascoltarlo con le parole!!!

Mi sento una tale energia addosso che mi viene spontaneo trasmettere ai colleghi con un abbraccio (cosa che oserei dire impensabile in un contesto nel quale dovrei portare la spilla aziendale...!!)

La mia stessa capa ha detto che una cosa del genere farebbe bene a tutti e quando ho detto che sono decisa a intraprendere il percorso del practitioner e del master ha persino ipotizzato di studiare un progetto in cui sia giustificabile il finanziamento da parte dell'azienda!!

Da Monica B.


Ho appena finito di leggere quello che hai pubblicato nel caffè filosofico, ho letto riga per riga Michael, te Gianluca...

ma che regali meravigliosi!!!

Per me che mi sento tanto parte della famiglia aleph, e che però in questo momento sono "lontana" almeno fisicamente, leggervi oggi e stato un dono!

Sono felice di essermi fatta questo regalo, alle volte basta poco per nutrisi e soprattutto quando ci sono persone generose come te Mauro che donano tutto quello che tu stai donando... non approfittarne, non essere "egoisti" è una vera mancanza di amore per sé!

A metà della lettura mi sono detta... adesso mi impegno, ogni mattina mi metto a vedere almeno uno dei video di Mauro... un pensiero spontaneo che subito ha incontrato il vostro dialogo sul dovere... certo se me lo metto come ennesimo dovere (e in questo periodo me ne sono creati tanti...) scoppio! Allora leggendovi ho pensato che me lo metto come piacere e che farò di tutto per crearmi degli spazi per me in cui leggerti e ascoltarti, è un mio diritto darmi il tempo per farlo e un mio dovere verso il mondo... e un modo meraviglioso per sentirmi unita a te e a voi.

A questo proposito sto studiando un po' queste diavolerie comunicative, sono su facebook dove ho segnalato dei tuoi video nella mia home page e sicuramente continuerò a farlo mano a mano che li vedo e ho mosso i primi passi su twitter, voi lo conoscete, lo usate? penso che potrebbe essere utile per diffondere le cose che carichi sul sito in modo veloce...

Che bello il filmato dello scrittore che Michael ha indicato!, oggi vado a comperare il libro... bella persona, belle idee, quanto mi risuonano le sue parole... Grazie Miky!

...

Intanto un grande grande abbraccio e il lavoro che stai\state facendo con questo blog è potentissimo.

Grazie di cuore!

Monica


Da Raffaella L.


Carissimi Mauro, Carolina e ragazzi,

Le mail sono arrivate entrambe con mio grandissimo piacere. Grazie, è un bellissimo strumento! Il vostro entusiasmo anche arriva tutto, soprattutto di te che scrivi Mauro, è palpabile e sapendo quanto fosse importante per te vivere nel contatto con persone altrettanto entusiaste e luminose, sono proprio felice per te! Il tuo e vostro desiderio si realizza e chiami anche me ad essere testimone di questo momento. Grazie, è magnifico. Ci sono, vi vedo!

Sono sempre più convinta che debba uscire presto un tuo nuovo libro. Scrivendo riesci sempre ad arrivare al cuore, degli argomenti e delle persone, è un tuo grandissimo talento che non mi stanco mai di esplorare, ha infinite variazioni e colori. Per cui prima di tutto grazie che lo metti a disposizione in questo modo easy e generoso.

Leggendo questa seconda mail, il mio impulso più forte non è la riflessione ma la revisione della mia vita e trovo che:

comprendere che il narcisismo, il mio, nasce da un'illusione-e mi sembra la prima volta che lo sento- mi decolpevolizza e mi permette di guardarlo con serenità e profondità, così da scoprire gli ancora mille rivoli che costituiscono parte del tessuto del mio carattere, di quello della mia famiglia e collettivo, e anche di quello di Aleph. Sono serena. Lo vedo, e mi sento più leggera per averlo visto. bbb

 Utilissimi i segnali che mi allertano a riconoscerlo: per quanto mi riguarda, quelli che mi abitano più frequentemente sono permalosità, risentimento, pigrizia e disordine, procrastinazione. Posso lavorarci ancora, e ancora, senza vergognarmi di doverlo fare continuamente. Anche su questo mi sento molto serena.

Ho trovato vitale anche la motivazione che proponete a lasciarci guarire da tutto questo : ho solo così l'amore che cerco! Si apre il centro del cuore, si libera l'amore, la capacità di amare e di rimanere nell'Amore, nello stato di Amore. Quindi sono libera. E se sono libera non nuocio. Nè a me stessa nè agli altri.


Il vangelo che abbiamo scelto per il nostro matrimonio è in perfetta armonia, ve lo mando: "...Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati...Rimanete nel mio Amore...Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici." Come le cellule che danno se occorre anche la loro "vita" individuale per una vita più grande e intelligente. Come il singolo che entra nella dimensione di coppia com-prendendo che si tratta di un olone più grande e quindi prioritario, più forte e vitale rispetto alle singole, piccole, a volte piccolissime, esigenze individuali.


Per questo e per il bene che vi voglio, e so di parlare anche a nome di Michael, penso in fine di poter mettere da parte il dispiacere di non aver potuto condividere con voi quella importante giornata (naturalmente importante per noi, per voi c'erano altre importanti giornate da vivere un pò come volevate e avevate piacere di fare).
Con voi che sapete quanto questo matrimonio non fosse per noi un momento accessorio, o semplicemente festoso, ma una tappa complessa da tutti i punti di vista. Alla fine è stato molto intenso, parecchio toccante e anche molto divertente... non riuscivo a rinunciare al fatto che, se voi ci foste stati, un altro importante strato dell'amore che ci lega si sarebbe formato e approfondito, così da portare più gioia a tutti. Perchè in momenti come questi c'è una super concentrazione di amore e grazia e in effetti così è stato, e ci siete mancati. Ecco, proprio così.
Quel che rimane del dispiacere ormai andato è il desiderio vivo, vivissimo, di condividere con voi, anche fisicamente, i momenti di svolta e di passaggio (che del resto non sono tantissimi nella vita delle persone) per ciascuno di noi, di voi, e il nostro impegno ad esserci nei limiti del possibile. E se ancora non sarà possibile, vorrà dire che è così e che non posso che accogliere la realtà così com'è. Ed essere felice lo stesso e continuare ad amarvi.

Grazie a te, a Carolina e a tutti.
Un abbraccio grandissimo, ci vediamo a fine mese, vi racconteremo...
Raffaella

Da Antonella V.


Caro Mauro e cara Marta,

è bellissima l'energia che arriva dal sito di mauro! Si sente l'energia dell'entusiasmo e provo tanta "invidia" perché vorrei essere li con voi mentre studiate , scoprite, ragionate e ridete!!!! è  così che vi immagino, tutti divertiti! Ma poi penso subito che alla prima occasione ci rivedremo e ci racconteremo, così mi metto in attesa. Comprendo bene la gioia che provate nello stare tutti insieme dopo tanti tentativi che magari sembravano fallimenti, ma forse erano preparativi all'unione.

Conosco la sensazione dello stare fuori dal gruppo, di sentirsi diversi, di  non appartenere e conosco anche la sensazione di pienezza e completezza che derivano dall'associarsi ad altre persone per uno scopo comune e non posso che  gioire con voi per questa ritrovata gioia, perché da lì nascono cose meravigliose. Quando accadde a me ricordo che avevo una energia che si autoalimentava con progetti che venivano in mente a fiumi, piena fiducia nella vita e nelle persone e neppure l'ombra del narcisismo, anzi l'unico desiderio era di "contaminare" anche gli altri con la stessa energia vitale perché secondo me solo così non se ne sarebbe andata!! Sono contenta per voi, per i vostri progetti e per l'impegno e il tempo che mettete a nostra disposizione... Grazie davvero con tutta l'anima e il cuore, che finalmente possano incontrarsi! anzi vi chiedo ufficialmente di far parte del Sangha, così il contatto diventa radice solida!

Per quanto riguarda la mia vita sto proseguendo con il lavoro con Massimo Grata sulle parti depressive e devo ammettere che non potevo scegliere coach migliore. Mi mantiene in allenamento con rigore, tanta pazienza e amore.

Il progetto lavorativo con lui consiste nel mantenere degli impegni che ho scelto io per almeno un mese, con lo scopo di lavorare sull'autostima e sul meritare. Per ora tutto procede per il meglio, ho dei momenti di "discesa" ma Massimo mi tiene bene.

Gli dico sempre che per ora sono appoggiata alla sua fiducia così non seguo il "canto delle sirene". Effettivamente, nonostante l'intenzione di non farmi prendere più in trappola dalle parti narcisiste, non sempre riesco a rimanere nell'io sano, anzi a volte non capisco neanche più dove si trovi, ma mentre prima mi allarmavo adesso onoro l'intenzione e attraverso la respirazione o semplici accorgimenti come fare una passeggiata o muovere il corpo torno alla quiete interiore e dopo prendo decisioni. Mi sento in cammino e ho buoni amici su cui contare e per questo sono grata perchè vedo intorno a me tanta solitudine vera e vera disperazione. Molta gente qui ha perso il lavoro e si vede negli occhi che la speranza in futuro diverso fa fatica a rimanere, così mi torna in mente quel lavoro di tonglen fatto a Baigno e il mio desiderio di essere tra quelli che aiutavano gli altri a superare il proprio dolore.

Questo è il mio proposito di natale inteso come rinascita, voglio aiutare gli altri a percepire che non sono soli perchè se è vero che l'osservatore influenza la posizione e la velocità di una particella voglio che il mio osservare porti energia positiva e propositiva e per questo mi impegno a lavorare su di me affinchè la mia presenza sia testimonianza che dal dolore si può uscire e può essere ancora natale!

Mi viene di scrivere anche Amen ma preferisco un "così è e così sia".

Grazie per tutto staff aleph e che la gioia si radichi per sempre nei nostri cuori.

Baci Antonella Ventura


Da Giorgio Buraggi, 16 gennaio 2011

Caro Mauro, cari tutti,

è domenica, domani riparto per la Germania, e sono felice!

Grazie a tutti per i meravigliosi giorni passati insieme. Sono stati per me una nuova rinascita, respirare aria di casa fuori e dentro di me. Ora mi trovo incredibilmente in uno stato di grazia, di coerenza, ed è già il terzo giorno nella giungla della vita!

Cosa è cambiato in me?  Stare con voi mi ha riaperto tanti canali e flussi energetici, ora sono più in contatto con la mia anima, con l’anima del mondo. Ma questo è qualche cosa che è sempre capitato standoti/vi vicino. Allora cosa c’è di diverso questa volta? cosa è cambiato?

La visione, la prospettiva si sono nuovamente allargate. In pratica vedo lo stare nel quotidiano come un grande esercizio, un allenamento formidabile per aiutarmi a stare nella coerenza del cuore: ricadere nei miei errori, nelle mie dinamiche di potere, nelle mie depressioni, nei miei racket, nelle mie lamentele, non sono altro che occasioni per imparare!

Non c’è l’intenzione di ricaderci volontariamente, sarebbe perverso un bel pò, e non c’è, udite bene, neanche giudizio!

E’ una grande sfida per me, ogni momento, ogni giorno mille impulsi cercano di agganciarmi e di strapparmi dalla coerenza del cuore: si tratta di vederli e anticiparli, oppure di riconoscerli a posteriori prendersi la responsabilità di quello che hanno provocato poi ringraziarli salutarli e metterli nello scaffale delle cose che possono essere riconosciute.

Infondo questo è quello di cui parlavamo, stare in aleph significa vivere secondo la filosofia aleph anche al di fuori, in ogni momento della nostra vita. Posso vivere una settimana con voi in una perfetta armonia e poi dieci minuti dopo avervi lasciato, entrare nel traffico dell’autostrada e mandare affanculo la metà degli automobilisti. Lo dico perchè nel mio caso è stato esattamente così. Ok la coerenza che mi portavo dentro mi ha impedito di mandarli tutti aff.... ma l’istinto è stato quello. Poi ho riso affettuosamente di me stesso e mi sono messo nella posizione di osservare tutti i momenti che cercavano di portarmi via dalla coerenza del cuore. Vi stupirete nel sentire che sono migliaia!!!!! Dal vetraio che non viene all’appuntamento, alla vicina che ha come unica colpa quella di essere molto bella, al vino che ha accompagnato il mio pranzo, ai poliziotti, vigili e carabinieri che ho incontrato per fare una semplice denuncia che non sono riuscito a fare.... e così via. Ma il bello è stato che l’energia è rimasta alta e in questo stato di entusiasmo e coerenza mi porto  dietro qualche cosa che influenza le mie relazioni positivamente. Molto positivamente.

Ma questo basta a cambiare l’uomo?

La sera incontro una coppia di amici, mi parlano dei loro problemi, di coppia, io dico cose apparentemente banali,poi scherziamo li rendo partecipi del nostro progetto: una battuta li unisce, si abbracciano, per un attimo si vedono veramente, vedono quello che sono, che sono stati insieme, vedono quello che possono essere, scevri da ogni zavorra si amano profondamente. E’ un attimo, un istante che può cambiare  tutto, poi si ricordano che hanno dei problemi e quasi imbarazzati ritornano alla loro dolorosa realtà. La mia energia positiva li investe nuovamente e durante la serata ci sono altri attimi simili.

Allora capisco che non è sufficiente l’energia meravigliosa che abbiamo quando siamo in stato di coerenza del cuore per cambiare l’uomo, per aiutare l’uomo a riunirsi alla propria anima, a vivere nell’amore: per cambiare l’uomo l’uomo deve aver fede nell’uomo. Per cambiare l’uomo, l’uomo deve divinizzarsi, ovvero compiere due scelte: una scegliere la via dell’amore, e due,come Dio, lasciare il libero arbitrio all‘uomo e avere fede che l’uomo aderisca spontaneamente alla via dell’amore; ovvero non avere la presunzione di cambiare l’uomo ma lasciare che il proprio miracolo sia un imput per la scelta consapevole dell’uomo di cambiare se stesso.

Caro Mauro la tua opera di rendere consapevole l’uomo è di per se stessa un miracolo, ed è una meraviglia l’impegno tuo e di Aleph. Ora capisco quanto fondamentale sia stato per te incontrare Angela Volpini: ti ha ridato la fede nell’uomo. Quello che fai tu, quello che fa lei è un grande atto d’amore un grande atto di fede e come tale non può basarsi sulla ricompensa. La divinizzazione, l’illuminazione non hanno bisogno della gratificazione, il miracolo di cercare di rendere consapevole l’uomo non ha bisogno di un riscontro, per una persona che prende consapevolezza ci saranno sempre mille Attilii Certo aiuta avere dei riscontri, e ce ne saranno sempre, se si ha gli occhi per vederli, ma quello che tu stai facendo è un grande atto d’amore, un grande atto di fede, fede nell’uomo.

Grazie per avermelo comunicato è un miracolo potentissimo, il nostro miracolo, il miracolo di tutti: basta avere fede!!!!!

Un grande abbraccio e a presto, prestissimo, ad ora nel sangha!

Giorgio

p.s.1 Il tuo sito è bellissimo!! complimenti a te e a marta: grande idea, grande realizzazione e mi permette di rimanere in contatto con la ricerca in diretta. Non solo, mi permette di ampliare le mie conoscenze: grazie di cuore

p.s.2 Ho parlato del nostro progetto con ogni persona che ho incontrato! Più lo racconto più ne vedo le potenzialità.Valentina, Eugenio, Mchael, Raffaella, Monica, Mario, Piergiorgio Gallicani, si sono entusiasmati e sono pronti a partire per la germania per il grande incontro con EUKITEA. Si ventilano le date 21-28 marzo. Devo però sentire la parte tedesca

p.s.3 Quando sono partito, non mi sono accorto che mentre caricavo, il cane è salito in macchina. Mentre viaggiavo, come ho già sottolineato, beato in autostrada, ho sentito un odore, una certa puzza, guardando nello specchietto mi sono reso conto della presenza del cane dal fatto che mi aveva scagazzato tutta la macchina. Ovviamente l’ho scaraventato a 130 all’ora sull’autostrada. Ero curioso di sapere se aveva ritrovato la via di casa…






...SUBPERSONALITY PARTY

da Elena Redaelli, 3 maggio 2011




Funzionamento del subpersonality party:

 

L’appuntamento è per tutti nello stesso posto alla stessa ora, ma di sicuro il primo ad arrivare sarà l’ossessivo che, puntuale come un orologio, resterà sorpreso ed un po’ irritato dal ritardo degli altri invitati ed inizierà a controllare che ogni centimetro del luogo dell’appuntamento sia assolutamente pulito ed in ordine, giurando a se stesso che, alla prima imperfezione, se ne andrà da quel luogo senza batter ciglio. Poco dopo lo raggiungerà lo schizoide, che in realtà avrebbe tanto preferito rimanere a casa sua (cosa tra l’altro riuscita all’orale che ha mandato un sms all’ossessivo dicendo che non poteva venire perché non aveva trovato nessuno che gli desse un passaggio), ma che appena entrato si è ricreduto notando un posticino buio dietro al divano nel quale trova che possa restarsene un po’ in pace tranquillo, lontano dagli sguardi e dalle chiacchiere degli altri e soprattutto lontano da quel pazzo che controlla se tutte le superfici delle mensole sono state spolverate… Pensa se a questo punto entrasse il paranoide, il quale, vedendo uno chinato a riordinare in ordine cronologico tutti i libri della stanza ed uno rintanato nell’angolo più buio dietro il divano, non potrà non pensare che il primo sia una spia del KGB mandato lì apposta per controllare i suoi spostamenti (e questo solo perché non ha ancora pagato la multa presa l’altro ieri per aver parcheggiato in divieto di sosta; così per lo meno dice la versione ufficiale, perché la verità ovviamente è che il vigile ce l’aveva a morte con lui) e non potrà non pensare, dicevo, che quel tizio nascosto dietro il divano stia a sua volta spiando l’altro tizio che ora sta tentando di riordinare i libri questa volta in ordine alfabetico, cosa che mostra chiaramente che sia in atto un qualche complotto all’interno di quell’appartamento (di sicuro tenuto sotto sorveglianza a distanza dalla polizia).

E pensa che spavento si prendono tutti e tre quando vedono, anzi, sentono entrare il depresso che, scoppiando in lacrime, racconta di quanto ci ha messo ad arrivare a causa del traffico cittadino, di come ha cercato di venire con i mezzi pubblici ma ci abbia poi rinunciato, optando per la macchina, accorgendosi tardi che si sarebbe dovuto fermare a fare benzina, ma che non aveva idea di dove trovare un distributore, e siccome non è poi così facile, anzi, è decisamente improbabile incontrare un distributore in pieno centro-città, stava quasi per desistere, quando si è trovato proprio sotto il luogo dell’appuntamento.

Ti dirò, in realtà, dopo lo spavento iniziale, e vedendo che il depresso si è messo tutto solo seduto sul divano immerso nella sua crisi esistenziale (per fortuna silenziosa), scampato quindi il pericolo di doverci per forza parlare (pensa lo schizoide), dopo che la situazione è tornata sotto controllo (pensa l’ossessivo) e dopo che il paranoide ha compreso che il tizio seduto ora sul divano sta di sicuro mandando dei messaggi di qualche tipo a qualcuno appostato al di fuori dell’appartamento (è per quello che il depresso fissa con sguardo assente la finestra), ecco, ti dirò che, dopo questa situazione iniziale, i quattro attuali inquilini restano in attesa dell’anima della festa. Che ovviamente tarda ad arrivare. Nel frattempo infatti sono passati 20 minuti e 17 secondi dall’orario prestabilito (soffiata dell’ossessivo), e ancora di lui nessuna traccia.

Alle 20 e 20 appare però sulla soglia il fobico che, lungi dal pensare di varcare la soglia prima di aver analizzato che non vi siano pericoli per la sua incolumità, se ne sta per circa 2 min e 5 sec (sempre calcolati dal nostro amico di cui sopra) a tastare lo stipite per capire se può essere per lui un luogo sicuro e protetto. Questo è nel suo intento, perché ovviamente invece il paranoide pensa che stia mettendo delle cimici per ascoltare il suo respiro.

Tutto ciò quando improvvisamente esce dal bagno lo psicosomatico che, sentendo un’improvvisa chiusura a livello dello stomaco, si era rinchiuso nel tentativo invano di dare sfogo a quell’improvvisa costrizione a livello esofageo. Non riuscendoci, ciò gli ha procurato un gran mal di testa che reputa essere la causa di quell’improvvisa strana immagine che gli si pone davanti: un tizio decisamente irritato per l’impossibilità di mettere contemporaneamente in ordine alfabetico e cronologico i libri presenti nella stanza, ma che tenta in tutti i modi di mantenere il controllo della situazione, un altro che si tappa le orecchie dietro il divano nel tentativo di non sentire i singhiozzi di quell’altro tizio in fissa sul divano e un tizio sulla soglia che lo guarda con aria atterrita, pensando che ormai sia giunta per lui la fine. Anche se, a dire il vero, forse a spaventarlo di più è quel tizio che lo squadra con gli occhi sbarrati, come se fosse il capo di un complotto nazionale.

Quasi ringrazia quindi dell’arrivo impetuoso del narcisista che senza chiedere niente a nessuno si mette gambe sul tavolo a mangiarsi tutte le vivande del party, inveendo contro lo schizoide che non vuole saperne di passargli il telecomando per mettere su un po’ di musica. Subito dopo di lui ecco arrivare il masochista che, percependo di aver sbagliato tutto (tutto cosa non ci è dato saperlo), inizia a lamentarsi a raffica di quanto sia sfortunato, sperando che il narcisista prima o poi gli dia il telecomando della musica in testa (e non avevamo dubbi che sarebbe prima o poi riuscito ad impossessarsene).

Insomma, sono passati ormai 30 min e 16 sec (sempre da fonti più che certe) e finalmente eccolo arrivare, ovviamente in ritardo (sia mai che arrivi quando il pubblico non è ancora entrato in sala!), dopo aver sbagliato almeno 4 strade prima di arrivare e aver chiesto ad almeno 5 persone indicazioni su come raggiungere il luogo dell’appuntamento (ci vuole un riscaldamento debito prima di entrare in scena). E così, ecco che non appena entra l’istrionico, il depresso capisce che farebbe qualsiasi cosa se lui accettasse di aiutarlo in qualche modo, e tenta perciò di scavalcare il divano per avvicinarsi, ma il divano è ovviamente troppo alto, per cui ci rinuncia. Lo psicosomatico sente una strana vibrazione che non riesce bene a capire se riguarda la quinta o la sesta vertebra, il narcisista si affretta a finire quante più provviste riesce nel giro di pochi secondi alzando a manetta il volume della musica, l’ossessivo è troppo impegnato a tentare di trovare un’equazione matematica per riuscire a mettere in ordine di altezza i libri, mantenendo ovviamente sia l’ordine cronologico che quello alfabetico, il masochista cerca di convincere il paranoide di essere la persona peggiore del mondo e che sarebbe veramente uno stronzo se non facesse qualcosa per punirlo in modo che tutto ciò finisca (tutto cosa anche qui non ci è dato saperlo), cosa che ovviamente fa pensare al paranoide che quello non è altro che l’ultimo tentativo di coglierlo in fallo per poi avere un buon motivo per finalmente prenderlo con le mani nel sacco (e tutto per quella cavolo di multa!). Ecco, ci manca solo che l’istrionico saluti tutti con un sonoro: “Goodnight everybody!” che lascia chiaramente trasparire come la notizia della multa in divieto di sosta abbia varcato i confini del Paese e sia ormai divenuta un complotto internazionale, anzi, decisamente su scala mondiale.

Ed in tutto ciò, ovviamente, il fobico è scappato e lo schizoide è scomparso (forse nell’armadio).

 

COMPRENDERE LE SUBPERSONALITA’ TI RISULTA COMPLICATO?

VIENI AL...