Cambiare l'economia?
Basta affidarsi al cuore
Intervista a Pierluigi Paoletti,
ideatore e curatore di centrofondi.it
(di Marianna Gualazzi)
ABSTRACT
La realtà sociale attuale mostra la necessità di trovare una soluzione che distolga le persone dalla paura per il futuro.
L’indebitamento privato e le speculazioni finanziarie si rivelano quali fonti della sofferenza moderna occidentale, perché mantengono il consumatore in una condizione di dipendenza sociale, a fronte di un’illusione di felicità legata al possesso di oggetti di consumo, promossa oltretutto dall’informazione e dalla politica.
La presa di consapevolezza, come cittadini e consumatori, e una “disintossicazione” possono essere la soluzione per uscire dall’allucinazione collettiva in cui siamo calati.
A cura di Monica Milani.
“La globalizzazione ha frantumato le relazioni sociali,
trasformando il vicino in un
nemico potenziale.
Sappiamo cosa succede in Cina o in Australia ma ignoriamo cosa accade a pochi metri da noi. Si deve riscoprire il senso della comunità e dei legami intergenerazionali ed è altrettanto importante ricostruire un legame con il luogo nel quale si vive” Helena Norberg-Hodge.
Se, molto spesso, parlare della situazione economica e politica attuale ci porta a provare paura, impotenza, negatività, ci sono persone le cui parole riescono ad avere un senso positivo e la cui capacità di visione ci aiuta a pensare alla costruzione di nuovi e vicini mondi possibili.
Abbiamo intervistato Pierluigi Paoletti che consideriamo essere una di queste persone: le sue parole risuonano sempre positive, pacifiche e ispiratrici. E la sua visione ci aiuta a capire che il futuro è completamente nelle nostre mani.
- Signoraggio, indebitamento privato, moneta elettronica, potere delle banche, speculazioni finanziarie. Quando affrontiamo questi temi, si diffonde, a volte, un'idea di rassegnazione: ci sentiamo prigionieri di un sistema che ci divora e abbiamo l'impressione di non avere i mezzi per cambiarlo. La speranza è ancora possibile?
Questo è un momento storico molto particolare, ogni certezza si sta sgretolando, tutti gli inganni e tutte le truffe vengono svelati.
Molte cose che davamo per scontate non sono come appaiono e le persone, che fanno tanta fatica a conquistare il loro equilibrio, si sentono perse: ogni punto di riferimento vacilla, dalla politica agli ideali, dalle banche al denaro, la religione stessa non offre più quel sostegno morale e viene sconvolta da pesanti scandali.
Se non si intravede una soluzione, un modo diverso di vedere le cose, il sentimento predominante è la paura del futuro, e la paura è la peggiore delle emozioni perché paralizza e non fa ragionare.
Per questo, pur denunciando e facendo analisi lucide della realtà, è necessario, per coloro che hanno per primi compreso il (mal)funzionamento di questo mondo, non solo distruggere, ma anche ricostruire, offrire soluzioni.
Studiando gli uomini e l'economia da tanti anni, mi sono reso conto che un nuovo mondo è a portata di mano, basta che riusciamo a vedere le cose da un altro punto di vista.
Il denaro, che oggi viene emesso solo a fronte di un debito, è là fonte di tanti dei nostri drammi quotidiani.
Il debito ogni anno pretende fette sempre maggiori della nostra vita e, poiché nessuno ha messo in circolazione i soldi degli interessi, per uno che ce la fa a onorare i suoi debiti è matematico che ce ne sarà un altro che soccomberà suo malgrado, scatenando una continua lotta dove l'altro è il nemico da sopprimere per la lotta alla sopravvivenza.
Eliminando il denaro emesso a debito,
che con una sofisticata
manipolazione mentale
ci hanno fatto credere che sia legittimo,
eliminiamo la fonte della sofferenza moderna.
Dobbiamo renderci conto che la chiave della nostra cella è nelle nostre mani perché tutto si regge sulla menzogna e
noi siamo il motore
senza il quale
questa truffa
non può andare avanti.
Il sistema delle monete complementari è molto utile per far capire le potenzialità di un sistema in cui il debito sia solo un brutto ricordo.
- Non so se sei d'accordo con me, ma come cittadina di questo Paese sento che attraverso il voto non riesco a incidere nella vita politica, economica e sociale. Ho la sensazione, votando, di regalare il mio potere alla classe politica, alla Casta, che è così in grado di continuare a perseguire unicamente i propri interessi. Abbiamo altri mezzi per farci sentire, per cambiare le cose?
Personalmente esprimo il mio dissenso non andando a votare: se questa, dicono, è una democrazia rappresentativa, in questi anni non ho mai trovato nessuno degno di rappresentarmi.
La politica, sia di destra che di sinistra - ma ogni differenza è solo nominale -, è un centro di affari al servizio di alcuni poteri, a volte nemmeno tanto occulti.
Mi dispiace, ma io non mi presto più al loro gioco.
La possibilità che abbiamo è riprenderci gradualmente anche quegli spazi, a partire dal livello più basso: quello degli enti locali che sono più a contatto con la realtà quotidiana, esponendoci in prima persona.
Il momento è molto delicato e il nostro impegno è indispensabile.
- Politica e informazione ci distraggono continuamente dalla possibile visione di un altro mondo e ci spingono a consumare e produrre, a produrre e consumare: in una catena senza fine di bisogni e desideri indotti. Come mai chi ci governa è incapace di prendere le distanze da questa situazione?
Uno schiavo moderno deve solo lavorare, consumare e indebitarsi sempre di più.
Questo è il mondo
da cui ciascuno
deve allontanarsi,
non si deve cedere più il nostro potere e anzi è doveroso lavorare pacificamente per riprendere le sovranità che, nel tempo, ci hanno sottratto con l'inganno: quella monetaria, alimentare, della salute e territoriale.
Quello a cui veniamo chiamati è una crescita: da adolescenti, ancora dipendenti che delegano il loro potere, a persone e comunità adulte e consapevoli, che hanno in mano le redini dei propri destini.
- Quali sono i consigli che ti senti di dare ai giovani, a coloro che hanno un lavoro precario, che non hanno modo di acquistare una casa o che non vogliono accendere un mutuo per non dovere lavorare tutta la vita per il sistema?
Di allontanarsi piano piano da questa
allucinazione collettiva,
di non cedere alle lusinghe del denaro a debito e di fare i passi secondo le possibilità.
Eliminare ogni fonte di possibile dipendenza anche occulta e cercare di farsi un'idea propria sui problemi, documentandosi e cercando fonti di informazione alternative: grazie ad internet oggi la verità corre veloce e raggiunge sempre chi la ricerca.
Piano piano, ma in questi anni il processo di consapevolezza si è molto velocizzato, si aprirà una visione del mondo totalmente diversa che permetterà di dare risposte adeguate ad ogni ostacolo.
Ogni cosa può essere
un problema o
un'opportunità
e, non avendo alle spalle scelte sbagliate e condizionanti, si avranno solo opportunità.
Una cosa importante sono le emozioni, lasciare spazio all'amore e seguire le passioni aiuta molto.
In questa opera di "disintossicazione",
il cuore difficilmente sbaglia.
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Il Consapevole - numero 12 - Agosto/Settembre 2007