Napoli


emergenza rifiuti e ds: lotte di potere

e massimalismo ne impediscono la soluzione

 

Napoli   emergenza rifiuti   scacco a livello nazionale


i  DS al governo non sono riusciti a risolvere il problema


Il senatore Enrico Morandi, commissario dei DS a Napoli,  ne spiega le ragioni:


  1. 1.i DS disperdevano gran parte delle loro energie nelle lotte intestine di potere tra i vari leader

  2. 2.sul problema specifico, erano spaccati al loro interno: la loro ala estrema non accettava nessuna soluzione di compromesso


i DS regalarono così a Berlusconi un vantaggio elettorale e un’occasione unica di apparire come imprenditore capace di raggiungere gli obiettivi che stanno a cuore alla gente


i DS, la sinistra che dovrebbe essere più vicina agli interessi delle classi meno abbienti, in realtà si sono distaccati dalle persone in carne ed ossa che dicono di rappresentare 


un antico vizio della sinistra, che dovrebbe fare dell’unità la sua forza, e che per ragioni di narcisismo, massimalismo o incapacità della dirigenza, si presenta regolarmente spaccata assai più della destra, in grado, almeno in apparenza, di far fronte comune e dare alla maggioranza degli elettori un senso di maggiore responsabilità, sicurezza ed efficenza


Berlusconi ha risolto il problema rifiuti?

No, non lo ha risolto. A lungo termine il problema rimane.

Ma ha risolto l’emergenza, militarizzando le discariche, dichiarate zone di interesse nazionale, e potendo così liberare le strade di Napoli dalla spazzatura che era sotto gli occhi di tutto il mondo

In questo modo, scontentando una minoranza di cittadini che presso le discariche risiedono, ha però accontentato la maggioranza.


Era giusto far pagare il prezzo a quei pochi cittadini? No, non era giusto, perché loro non erano minimamente responsabili del disastro dei rifiuti, imputabile solo ad una cattiva amministrazione.

La sinistra radicale, sensibile al valore giustizia, si era sempre opposta ad una simile soluzione.

Ma chi vuole essere troppo buono o giusto, finisce per ottenere il contrario di ciò che si propone: perdere il consenso degli elettori, e cedere la leadership a chi di scrupoli ne ha assai meno


Il massimalismo è uno dei vizi della sinistra estrema, che ha difficoltà a percorrere la via di mezzo e ad accettare, almeno temporaneamente, il male minore

Ma in questo modo è destinata a rimanere al di fuori del governo del paese, e perdere il consenso dei suoi stessi elettori


L’estremismo, l’arroccamento su posizioni intransigenti, e la conseguente incapacità di negoziare in modo pragmatico e strategico per ottenere nei tempi lunghi i propri obiettivi, si ritrova tipicamente nella struttura nevrotica personale

Compito dell’Io-governo, è saper interpretare i valori che stanno dietro le richieste massimaliste, e saperli tradurre in progetti realizzabili, senza cedere alla tendenza di queste parti di paralizzare la personalità in conflitti senza fine



Per sintetizzare: la vicenda di Napoli, così come raccontata dal commissario Morandi, ci può insegnare molto su come ognuno di noi ha bisogno di sviluppare un Io-governo sufficientemente disidentificato e flessibile, per non rimanere intrappolato per anni in lotte intestine tra parti della mente. Parti che, ragionando in termini massimalisti, non sono disponibili a negoziare. Volendo tutto e subito, sono destinate a disperdere le loro energie, finendo per ottenere molto poco e in tempi assai lunghi.


La capacità di risolvere i conflitti, riconoscendo i valori, i bisogni e i sentimenti delle parti, è una capacità fondamentale di qualsiasi leader, che sia leader di sé, di un’organizzazione o di un paese

Audio dal programma Faccia a faccia, di radio 3

del 31 marzo 2009


Intervista al senatore Enrico Morando