Project Manager

Per la PNL, la risorsa più importate è la flessibilità. Senza flessibilità la nostra mappa del mondo si impoverisce gradualmente, fino a renderci ottusi rispetto alle sfide della vita.

Come possiamo favorire il passaggio dalla rigidità alla flessibilità, dalla staticità al flusso, dalla chiusura all’apertura mentale?

Come possiamo mantenere una mente fresca, che si rinnova ogni giorno, senza attaccarsi ai preconcetti, al già visto, alla ripetizione continua delle stesse cose, al bisogno di certezza e prevedibilità?

Attraverso il viaggio.

Spostandoci in luoghi diversi, siamo costretti ad abbandonare certe abitudini, certi modi di pensare che non si rivelano più adeguati. Spostandoci in luoghi diversi veniamo a contatto con realtà differenti, culture differenti, modi di pensare diversi dai nostri, che ci obbligano a cambiare almeno temporaneamente prospettiva.

Il movimento, lo spostamento è l’essenza del viaggio. La vita è movimento. Senza movimento non ci può essere vita. Ciò che dentro di noi si ferma, – che sia una giuntura, un organo o un modo di pensare –, comincia a morire, anzi è già morto.

La conoscenza è la cosa più importante, diceva Socrate. Quando smettiamo di conoscere, di ampliare le nostre vedute, lì inizia la nostra decadenza, il declino. Non importa se abbiamo vent’anni o ottanta. E non importa se siamo persone, o siamo organizzazioni, istituzioni, culture, paesi. 

Come possiamo mantenere vivo il processo di conoscere? Come possiamo mantenere questo processo in movimento, in modo che si rinnovi, si trasformi, si adatti continuamente alla mutevole e imprevedibile realtà del presente?

Un modo per mantenere viva la nostra conoscenza, e quindi flessibile la nostra mappa del mondo, è esporci a contesti nuovi. Si può viaggiare nello spazio, visitando altri paesi e culture; si può viaggiare esponendoci ad esperienze diverse; si può viaggiare frequentando ambienti che non ci sono usuali. Così, per chi gestisce un azienda, può essere assai utile entrare nel mondo del teatro, frequentando le prove di uno spettacolo; se è aperto e ricettivo, ne trarrà più stimoli e idee che da un seminario sulla leadership. 

E’ in questa ottica, del viaggio nella varietà della conoscenza, che è stato organizzato a Milano un convegno su “Progetti e complessità”, al quale ho recentemente partecipato come relatore. Io mi occupo di formazione, di psicoterapia, di musica. Tra gli altri relatori c’era un bibblista, un direttore d’orchestra, un generale dell’aviazione, un professore di Filosofia della scienza, un professore di Gestione dei sistemi complessi, oltre ad alcuni project manager.

Fa parte dei miei sogni vedere persone, dotate di competenze e formazioni così differenti, riflettere e discutere insieme, in una cornice di rispetto e amicizia, apportando ognuno una prospettiva particolare che allarga la visione d’insieme.

E’ stata per me un’esperienza che mi ha molto arricchito, e che mi auguro possa continuare nel tempo.

Ringrazio vivamente Carlo Notari, presidente dell’associazione italiana project manager, e Walter Ginevri, vicepresidente, entrambi soci Aleph, che hanno contribuito a realizzare questo evento, per me straordinario.

 

In questa pagine del quaderno, cercherò di dare un’idea di ciò che è avvenuto in quella sala di Milano, in attesa che sia disponibile il video.

Riporterò qualche passo del libro di Francesco Varanini e Walter Ginevri, che contiene gli atti del convegno del precedente anno. E potrete trovare anche alcuni audio che ho registrato in sala, compreso il mio intervento.

Sono sicuro che questo materiale può far riflettere e fornire stimoli non solo agli addetti ai lavori, ma a chiunque sia interessato a governare la propria vita, anziché dipendere dagli eventi esterni.

In sintesi, ciò che segue non riguarda solo una figura aziendale, ma riguarda più in generale il leader del futuro, ovvero il leader che in primo luogo sa governare la complessità del proprio paese interiore: l’io-governo, come lo chiamiamo in Aleph.

Convegno di Milano

“Progetti e complessità 2009”

Relazione del Prof. Alberto De Toni

Relazione di Mauro Scardovelli

Relazione del Generale Fernando Giancotti

Commento di Mauro Scardovelli al libro

2009