Desiderio

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Etimologia di desiderio

dal latino de-sidera, termine legato a le stelle.

Un’ipotesi etimologica del termine affonderebbe nel De bello gallico, dove i de siderantes erano soldati che attendevano, fissando attentamente le stelle, i destini della battaglia dell'indomani (desiderio =  affidarsi alle stelle).

Un’altra ipotesi sarebbe che il prefisso latino de- sia detrattore, e che quindi desiderare significherebbe il contrario, cioè distogliere lo sguardo e l'attenzione dalle stelle e dal cielo di astri e di auguri contrari. In tal modo, si volgerebbe quindi l'attenzione per il proprio destino verso le cose della terra.

Questa è l’interpretazione cui aderisce Luigi Zoja, ne La morte del prossimo:

  1. La società retta da due pilastri non ha avuto più equilibrio da quando uno è crollato. La morte di Dio ha svuotato il cielo. Ma niente resiste al risucchio del vuoto. Lo spazio celeste è stato riempito con l'assunzione dei miracoli della scienza e dell'economia fra le divinità, con l'elevazione alle stelle del desiderio personale.

  2. Troppo spesso si dimentica che desiderare significa proprio questo: smettere (de-) di affidarsi agli astri (sidera), farne a meno, sostituirsi al cielo.

  3. Continuiamo ad aver bisogno di adorare qualcuno, ma il posto di Dio è preso dall'uomo e dalle sue opere.


La via tantrica si pone come via di mezzo tra queste due interpretazioni, tra loro incompatibili in quanti inserite in un paradigma duale: o il cielo o la terra. Su questo paradigma, rappresentato tipicamente dalla tradizione agostiniana, e poi cartesiana, si è costruito tutto l’edificio del pensiero e della spiritualità occidentale.

Per questa tradizione, tutto ciò che viene dal corpo è sospetto di impurità, in primo luogo il desiderio sessuale. Un epigono, sostenitore radicale di questa visione, è Massimo Introvigne. Il suo pensiero è chiaramente espresso in “La rivoluzione sessuale”, articolo apparso sul n. 54 di Cristianità del 1979. Articolo che merita attenta lettura per comprendere fino a che punto può spingersi un intellettuale di successo, quando si perdono le radici che ci tengono legati al corpo e alla terra.

Secondo Vito Mancuso, è nel novecento che si verifica per la prima volta una svolta nella spiritualità occidentale, che permette di far pace con la materia e con il corpo.  Svolta che la religione istituzionale non ha ancora  registrato.


Il desiderio è movimento verso qualcosa. Un movimento in sé piacevole. Ho sete, mi avvicino all’acqua, provo piacere. Mi disseto, provo piacere. Senza movimento, senza desiderio, niente vita. Niente piacere. Un uomo senza desideri è un uomo morto.

Ma il desiderio è anche fonte di dolore. Un forte desiderio, ostacolato nel raggiungere il suo oggetto, produce sofferenza.

Il termine passione, come il termine desiderio, indica un movimento verso qualcosa, intenso, che può produrre molto piacere, o molto dolore (dal latino patior, che significa soffrire o  patire).

In molte tradizioni spirituali, desideri e passioni sono visti come ostacoli, qualcosa da ridurre o eliminare. Assecondare i desideri è considerata una via che porta alla perdizione.

Inizia allora una lotta senza fine tra l’io e la produzione di desideri, che ha la sua radice nell’inconscio, nelle parti interne, nelle subpersonalità.

La vita ascetica (ascesi significa allenamento) è stata spesso interpretata come privazione e frustrazione dei desideri che, provenendo dal corpo, e non dall’anima, sono di per sé impuri. In primo luogo quello sessuale.













Nell’audio che segue, riporto il suo pensiero rispetto al tema del desiderio, e lo ricollego al tema dell’innamoramento, interpretato alla luce della visione Aleph. Così come possono esserci due modalità di desiderare, nello stesso modo scopriremo che esistono due modalità di essere innamorati: una animica, e una egoica. Buon ascolto.



Camogli,  25 febbraio 2011, ore 7,30.








PRIMO AUDIO: Sulla differenza tra piacere dell’ego e piacere dell’Anima; la visione del Tantra sui sensi come strada per l’evoluzione e la gioia piena.









SECONDO AUDIO: Breve lettura e commento di un brano tratto da “Desideri, passioni e spiritualità” di Daniel Odier.










TERZO AUDIO: Sulla contemplazione.











QUARTO AUDIO: Rapporto di Odier con la maestra Devi.










QUINTO AUDIO: Come conciliare vita spirituale e vita quotidiana





Nel libro Desideri, passioni e spiritualità, Daniel Odier ci offre una visione radicalmente nuova rispetto a quelle più tradizionali della nostra cultura. Odier, con una scrittura semplice e nello stesso tempo profonda, ci introduce alle sue esperienze come praticante e come maestro tantrico.

25.03.2011

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