La distinzione Ego / Anima

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Che cosa intendo per Anima? Anima è lo sguardo al futuro, dove noi stiamo andando. Come dice la parola stessa, è il nucleo centrale del nostro essere, ciò che noi, nel più profondo, siamo veramente: non solo animali sociali intelligenti, guidati dall’istinto di competere e di prevalere gli uni sugli altri (potere), ma esseri che, grazie alla parola, al pensiero, alla creatività, alla cultura, stanno modificando se stessi verso forme più evolute, meno materiali, più spirituali (amore).

Che cosa intendo per Ego? L’Ego riguarda il passato: è il nucleo della vecchia personalità, che ci fa sentire separati, impauriti, bisognosi, naturalmente in conflitto e in lotta.


L’Ego per sentirsi al sicuro ha bisogno di dominare: con la forza fisica, con le parole, con i ricatti, la doppiezza, le ideologie, i dogmi. Qualunque cosa può essere utilizzata a questo scopo. Quando l’Ego parla di amore, spiritualità, bontà, generosità, giustizia, è solo facciata: ciò che cerca è regolarmente il potere di cui ha bisogno. Ha bisogno in primo luogo di darsi ragione e di vedersi riconosciuta la sua ragione, anche a costo di combattere.


L’Ego non è in grado di dialogare, cioè di aprirsi a pensieri e punti di vista diversi dai suoi, perché li considera pericolosi. Finché non convince l’interlocutore delle sue ragioni, non si dà pace.

Come l’Anima, anche l’Ego abita dentro ciascuno di noi. Tutti noi siamo esposti alla sua propaganda (Scardovelli, Io-governo, Liberodiscrivere; Eckhart Tolle, Un nuovo mondo, Mondadori).


L’Ego è un fenomeno individuale e collettivo. Non solo ogni comportamento o atteggiamento, ma anche ogni organizzazione umana può essere vista nei suoi aspetti egoici o animici. I primi regressivi e centrati sul potere; i secondi evolutivi e basati sull’amore.


Abituarsi ad operare questa distinzione nella vita quotidiana, è la pratica di consapevolezza più potente che io conosca, in grado di portare alla pace interiore.

Essa consente di vedere in profondità e di provare compassione, –anziché rabbia e tensione distruttiva –, nei confronti dei fenomeni egoici. Fenomeni che sono onnipresenti non solo nella politica o nell’economia, ma anche nelle scienze, nella filosofia, nelle istituzioni religiose, nell’arte. Insomma, in ogni produzione e manifestazione umana.


Naturalmente, per funzionare, questa pratica di consapevolezza deve partire dall’osservazione di sé.

Occorre imparare a riconoscere le pratiche egoiche che utilizziamo noi, nella vita di tutti i giorni, non solo con le persone estranee, ma nei confronti di noi stessi e delle persone che diciamo di amare (mancanza di ascolto, giudizio, criticismo, diffidenza ecc.). Pratiche che conducono tutte al medesimo risultato: la sofferenza.

La distinzione Ego/Anima, o piccola/grande mente è un modello elaborato in Aleph, fondamentale per chiunque desideri sviluppare consapevolezza. La consapevolezza, come insegna la psicologia buddista, è lo strumento indispensabile per liberarsi dalla tirannia dell’Ego e dalla sofferenza che ne deriva.

Anima

Ego

Da qualche decina di migliaia di anni, l’evoluzione umana non si basa più sui geni, ma sulla cultura. E la cultura cambia assai più rapidamente dei geni. La mutazione che aspetta l’uomo è quindi una mutazione culturale. Ed in particolare una mutazione etica: non più sentirsi individui isolati in lotta tra loro, ma parte di un’intelligenza più grande che si va formando, e che porterà l’uomo, se vorrà sopravvivere, ad amare il prossimo e tutti gli altri esseri viventi.

Questa è la spiritualità, intesa in senso moderno, compatibile con le scoperte scientifiche.

La sua forma paradigmatica è il pensiero paranoide: vede nell’altro l’ignoranza, la chiusura o la disonestà che lui stesso pratica. Dobbiamo a Freud e a Jung la scoperta scientifica dell’ombra e della proiezione. Fenomeno già denunciato da Gesù: perché guardi la pagliuzza nell’occhio di tuo fratello...


Finché crediamo alla propaganda dell’Ego, ne siamo dominati: quella diventa la nostra realtà. Ci attacchiamo alle nostre convinzioni anche quando sono fonte di sofferenza per noi e per gli altri.

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