1 - Allargare la mappa
2 - La prima distinzione:
dalla piccola mente alla grande mente
3 - Porre fine alla separazione soggetto/oggetto,
attivo/passivo
4 - Ombra
5 - Portare attenzione ai propri sentimenti e bisogni,
e formulare richieste chiare
6 - Proper name
7 - L’amore è autodisciplina
8 - Conversazione sul metamodello 2
9 - Conversazione a colazione
Metamodello Due - che cos’è
Audio 1
• Tradizioni non duali: “inter-essere” e “impermanenza” (stare nel flusso)
• Linguaggio -> individuare e separare
• Parmenide: coincidenza della realtà con il pensiero e la ragione
• Il cervello: emisfero sinistro -> analitico
(vede la realtà come oggetti separati)
emisfero destro -> olistico
(vede l’intero e la connessione tra le parti)
• Il metamodello 2 aiuta a passare ad una visione binoculare, analitica ed olistica (emisfero Dx e Sx), in grado di recuperare il senso di unità, di sacro e di appartenenza al tutto, perduto con la modernità
Audio 2
• Fusione e confusione
• Discernere significa distinguere tra A e B; noi conosciamo quando siamo in grado di distinguere
• Il terzo passaggio è l’isolamento (nello spazio) e la reificazione (nel tempo); quando etichettiamo le persone (diciamo: quello è pigro) facciamo questo passaggio. La nostra reazione ad una situazione è una reazione a questa immagine isolata nel tempo e nello spazio che poco ha a che fare con la realtà se la si osserva in tutte le sue connessioni spaziali e temporali.
• Accenno alla piccola e grande mente
• L’immagine isolata e reificata di un oggetto gli dà un’identità stabile, la rende permanente; questa è una distorsione a livello di psicosi condivisa
Audio 3
• L’isolare e il reificare un oggetto lo porta a diventare una “merce” in quanto, perdendo i collegamenti che ci sono rende l’oggetto manipolabile, sfruttabile
• Ecologia superficiale (rispetto dell’ambiente inteso come piante, animali ecc.) ed ecologia profonda (rispetto di tutto in quanto tutto è parte di noi, rispetto di un albero come di un proprio braccio) che rispetta la sacralità di tutto ciò che c’è
Il metamodello 2 ci aiuta a spostarci dal linguaggio degli oggetti e del giudizio, che ci separa, al linguaggio delle relazioni, dei bisogni e dei sentimenti, che ci unisce.
Ci aiuta quindi a lasciare la piccola mente e a sintonizzarci sulla grande mente.
Sintomi della piccola mente
Ogni problema psicologico (situazione che genera sofferenza non necessaria) va visto come un sintomo.
Il sintomo ci sta avvisando che siamo sintonizzati sulla piccola mente (Ego), anziché sulla grande mente (Anima).
Le principali evidenze sono:
• proliferare di inquinanti e barriere, anziché qualità e facilitatori
• visione piccola (piccolo spazio, piccolo tempo), anziché grande visione
•proliferare di pensieri e confusione, anziché mente chiara e limpida
•identificazione nel proprio punto di vista, attaccamento ai propri desideri e convinzioni
•bisogno di aver ragione
•proliferare di giudizi su di sé e sugli altri, anziché attenzione ai valori e ai sentimenti (propri e altrui)
•senso di colpa, vergogna, depressione, rabbia, rancore ecc., anziché serenità, calma, gioia di fondo
•corpo contratto, anziché rilassato
•ventre duro, anziché morbido
•chiusura del cuore, anziché empatia e compassione, verso se stessi e verso gli altri
La prima distinzione: dalla piccola mente alla grande mente
(v. Ondrea e Stephen Levine, Abbracciando l’amore)
• Ciò che dici viene dalla grande mente o dalla piccola mente?
• Guidare la persona a distinguere tra la prima e la seconda
La storia umana è per il 95% storia di piccole menti e per il 5% storia di grandi menti.
Le piccole menti hanno generato uno straordinario accumulo di sofferenza non necessaria. Le grandi menti da sempre lavorano per liberarcene.
Il metamodello 2 è uno strumento linguistico che ci aiuta e ci allena a passare dalla piccola alla grande mente.
Le domande e le affermazioni del metamodello 2 si ispirano all’essenza delle antiche tradizioni non duali, rivisitate in chiave moderna.
Piccola mente e grande mente sono processi, modi di funzionare del nostro cervello. Non appartengono a nessuno, così come il do o il sol non appartengono ad alcun musicista, o il giallo e il rosso non appartengono ad alcun pittore. Sono forme d’onda, campi di energia impersonali.
•chiusura e inimicizia, anziché apertura all’amicizia
•separatività, sfiducia e isolamento, anziché connessione, fiducia e condivisione
•cristallizzazione e congelamento, anziché flusso e dinamismo
•attenzione e identificazione nei contenuti contingenti e personali, anziché attenzione ai processi universali e impersonali (la piccola mente vede la realtà nella forma di oggetti separati – visione meccanicista; la grande mente vede la realtà nella forma di vortici, danze e processi interconnessi e circolari – visione quantistica)
•svalutazione di sé, o svalutazione degli altri, o distorsione/cancellazione dei fatti reali (improper name)
• rimuginamento sul passato o sul futuro
•negazione o rifiuto del momento presente, anziché accettazione
(Eckhart Tolle, Il potere di adesso; Un nuovo mondo)
•lamentele, pretese, accuse, anziché apprezzamento e gratitudine
•lettura della mente, rimuginamento e critiche, anziché comunicazione dei propri bisogni, e richieste chiare di ciò che desideriamo per soddisfarli (Rosemberg, Parlare pace - vedi Non-violenza)
Le prime domande
• Quali inquinanti e barriere stai praticando per mantenere il problema? (v. Scardovelli, Barriere)
• Quale è l’inquinante che se tu lasciassi andare, il problema si scioglierebbe? Quale è l’inquinante che ti impedisce di lasciarlo andare? Quale è la convinzione?
Audio 4
• Tradizioni non-duali e tradizioni separative
• Illuminismo e pensiero indiano -> rapporto con Dio e il “sacro”
• Shopenhauer-Hegel -> fine dell’influenza del pensiero indiano sull’occidente: se non c’è separazione tra soggetto che osserva e oggetto osservato non si dà conoscenza e quindi non si dà filosofia
• Nascita della società occidentale odierna: mantenimento delle religioni tradizionali da una parte (incompatibile con la scienza moderna) e visione scientifica dall’altra (laicista che considera la vita priva di significato ->nichilismo)
• Quello del metamodello 2 è un tema radicale cioè che va alle radici
Audio 7
• Distinzione tra piccola mente e grande mente
Audio 8
• Osservare con la piccola mente: linguaggio del giudizio, della colpa, della patologia
• Amore: forma di relazione che esiste soltanto quando è in funzione la grande mente
• Piccola mente e grande mente non sono appannaggio di una sola persona ma sono modi di funzionare della mente umana.
Audio 9
• Una persona quindi non “è” ossessiva ma “pratica” la piccola mente ossessiva che è un modo di funzionare, una forma d’onda che appartiene a tutta l’umanità
Audio 10
• Quando funzioniamo con la grande mente siamo nel mondo dell’ “essere”: essere parte di un flusso più grande che viene da lontano
• Quando funzioniamo con la piccola mente siamo nel mondo dell’ “avere” caratterizzato dalla gratificazione immediata
Allargare la mappa: recuperare connessione e appartenenza, sciogliendo isolamento e paura
a) Riformulazione
Aiutare la persona a compiere il passaggio dalla formulazione 1 alla formulazione 2:
Audio 5
• La nostra percezione sensoriale e le nostre emozioni sono influenzate dai presupposti che abbiamo
• Che cosa succede quando separiamo noi stessi dagli altri:
confronto -> giudizio -> inquinanti della mente (lamentela, pretesa, disprezzo…)
• Deformando in questo modo la realtà ci troviamo a disagio con gli altri; in questo stato non possiamo provare amore come forma di relazione ma pratichiamo il bisogno del controllo e quindi la ricerca del potere
• Il bisogno del potere porta alla paura dell’altro
Audio 6
• Separazione -> paura -> ricerca di potere-controllo -> separazione -> paura = LOOP
• Per uscire dal loop bisogna riconnettersi (ubuntu), riunire ciò che è stato diviso dai presupposti duali: utilizzare un pensiero-linguaggio che si fonda su presupposti non duali, quello del metamodello 2 (yoga delle idee)
•Quali altre persone hanno un problema come il tuo?
(v. la storia di Nitagotami: guidare la persona a vedere il suo problema come un processo che lo accomuna ad altri esseri umani)
b) Compassione
Guidare la persona a radicarsi nella grande mente, e a sviluppare compassione per la propria piccola mente e per la piccola mente delle persone coinvolte nella stessa danza.
c) Intenzione
Aiutare la persona a sviluppare il desiderio di liberare se stessa e il mondo da questa danza distruttiva. Aiutarla a comprendere che liberando sé contribuisce a liberare il mondo, e aiutando altri aiuta sé (cfr. punto successivo).
1. “il MIO problema”
2. “il processo impersonale, la danza relazionale, il flusso circolare, il campo morfico”, a cui io partecipo, e a cui partecipano tanti altri esseri umani
Porre fine alla separazione
soggetto/oggetto, attivo/passivo
Nel metamodello 2 si confronta alla radice la separazione tra soggetto e oggetto, tra attivo e passivo. Si aiuta la persona a passare da affermazioni del linguaggio duale, a cui siamo abituati, ad affermazioni coerenti con la visione non duale, sottesa al metamodello 2:
• Sono depresso –> Partecipo attivamente alla danza depressiva
• Nella vita mi manca l’amore –> Partecipo alla danza della sconnessione e del rifiuto
• Gli altri mi aggrediscono –> Contribuisco alla danza persecutori/vittime
Audio 11
• Quando partecipiamo ad una danza, le mosse che facciamo sono definite dalla danza stessa
• Le danze si distinguono in danze distruttive che portano all’involuzione e danze costruttive che portano la persona ad evolvere verso livelli più alti di consapevolezza
• Quando si partecipa ad una danza offerta da qualcun altro si è entrambi complici di quella stessa danza
• Se si mantiene consapevolezza sulla danza che si sta attuando allora si può scegliere di partecipare a danze costruttive: si è quindi attivi (metaprogramma attivo)
• Noi siamo dotati di semi d’amore; disperderli significa metterli in relazioni, attività e situazioni nelle quali i semi sono destinati a disperdersi senza crescere
• Il metamodello 2 è il linguaggio dei sentimenti, dei bisogni universali, delle qualità delle relazioni, delle forme d’onda, dei flussi circolari, dei campi morfici che ci accomunano e che sono impersonali
Audio 12
• Con il metamodello 2 si cambia la prospettiva dalla visione di oggetti separati a quella di flussi circolari
• Non esiste più “dare” e “avere” ma esiste una danza in cui se uno dà è anche il primo a ricevere e chiunque partecipi a questa danza beneficerà sia del dare che del ricevere
Audio 13
• Con il metamodello 2 si toglie l’aggettivo possessivo che presuppone un soggetto separato: non è più “la mia paura” ma c’è la danza della paura; in questo modo si può imparare a disidentificarsi dal problema che non è più un “proprio” problema
• Esempi di separazione che il linguaggio corrente ci porta a fare: materia-spirito, ragione-emozione, dare-ricevere
Audio 14
• Il linguaggio violento a cui siamo abituati ci fa credere all’esistenza del MIO o del TUO problema; nella visione non-duale ogni problema è un problema universale; risolvendo questo problema, quindi, facciamo il bene di tutti
• L’intenzione di bene universale è energia Divina
• Le danze distruttive ci portano a comportarci come persone che non vedono
• Con il metamodello 2 impariamo a vedere i problemi personali come casi particolari di un problema universale e anche vedere i problemi collettivi (economici, politici ecc.) come estensioni di problemi personali
• Il metamodello 2 nasce per promuovere una mente yogica
Ombra (Ken Wilber, Lo spettro della coscienza)
Nel metamodello 2 si impara ad esprimersi in modo corretto (proper name), attraverso confrontazioni e affermazioni che recuperano l’ombra:
• Gli altri sono violenti --> io sono violento
• Nessuno mi ama --> io non amo nessuno
• Lui è una bellissima persona --> io ho una parte molto bella
• Lei è molto generosa --> io ho una parte molto generosa
Completare con affermazioni che pongano fine alla separazione e
mettano in luce il processo impersonale:
• Gli altri sono violenti/Io sono violento: c’è la violenza, come forma d’onda, come qualità energetica, come danza relazionale, come campo dismorfico, e sono consapevole di aver dato il mio contributo ad alimentare la danza della violenza nel mondo
• Nessuno mi ama/io non amo nessuno: c’è il rifiuto…
• Tu non ascolti/io non ascolto: c’è la chiusura.
• D’ora in avanti io mi impegno a contribuire a danze costruttive, anziché alimentare quelle distruttive, per il bene mio e di tutti gli esseri.
Che tutti gli esseri possano essere liberi dalla sofferenza.
Il punto di svolta:
portare attenzione ai propri sentimenti e bisogni,
e formulare richieste (non pretese) chiare
(v. Marshall Rosenberg, Parlare Pace)
b) consapevolezza dei propri valori e bisogni
• che cosa c’è di importante per te? quale è il bisogno non soddisfatto che causa il tuo sentimento?
• quali sono gli specifici comportamenti altrui che violano il tuo bisogno?
c) comprensione dei bisogni altrui
• quali sono i sentimenti, i valori e i bisogni dell’altro? (guidare il cliente, anche solo nella sua mente, ad entrare in empatia con la persona nei cui confronti ha il problema, lasciando andare ogni forma di giudizio)
d) riallacciare la comunicazione
• che cosa vorresti per stare bene? quale è la richiesta specifica che puoi fare all’altro, dopo averlo messo al corrente di ciò che hai compreso?
Proper name (v. Robert Dilts, Il manuale del coach)
Nome vero, descrizione vera.
Il linguaggio della piccola mente, su base duale, è violento: violenza = violazione della verità dell’inter-essere e dell’impermanenza (Nagler, Per un futuro non violento).
Le descrizioni che si basano su tale linguaggio distorto e impoverito, contengono giudizi e creano profezie negative che si autoadempiono.
Tali descrizioni possono contenere elementi di verosimiglianza. Ma sono ingannevoli e false alla radice, perché ignorano l’essenza stessa della realtà: il flusso circolare e la natura ologrammatica (anche una persona disonesta ha al suo interno una scintilla divina; e anche una persona onesta ha al suo interno una parte disonesta che deve tenere a bada).
Il giudizio e la svalutazione sono descrizioni erronee, in quanto si basano su una visione duale e distorta nelle fondamenta.
Scopo del MM 2: condurre a descrizioni della realtà vere (dedizione alla verità). Esse possiedono tre requisiti:
1.danno valore a sé
2.danno valore all’altro
3.onorano la verità dei fatti
L’amore è autodisciplina (Scott Peck, Voglia di bene)
Quattro sono le leve necessarie alla trasformazione personale:
๏ rinvio della gratificazione
๏ assunzione di responsabilità
๏ dedizione alla verità
๏ autocontrollo/bilanciamento
Le quattro leve sono radicate nell’amore autentico (cura della propria e altrui evoluzione), che si esprime attraverso la disciplina e la leadership di sé.
Il rinvio della gratificazione comporta una rinuncia, e la rinuncia è sofferenza. Essere attaccati e cedere ai propri desideri, significa esserne dipendenti e prigionieri. I desideri diventano bisogni che ci controllano e ci comandano. Come? Attraverso il meccanismo del premio (soddisfazione immediata) e della punizione (sofferenza insita nel rinvio della gratificazione).
L’amore e il potere personale sono mete che possiamo raggiungere solo se abbiamo sufficiente volontà di sopportare la sofferenza necessaria (pazienza), non cedendo alla pressione di impulsi e desideri, senza negarli e senza giudicarli, ma rimanendo fermi, stabili, grazie alla visione di ciò che ci aspetta: la padronanza di noi stessi, la libertà.
Conquistare questa libertà dà un senso di gioia ed euforia.
Si passa dal senso di impotenza e costrizione al senso di forza e di leggerezza.
Che tutti gli esseri possano essere felici.
a)Ritornare al corpo:
• Quali sensazioni stai provando adesso? In quali parti del corpo? Quali sentimenti?
Tali descrizioni provengono dalla grande mente, e hanno le loro radici nell’empatia, nella compassione, nella visione profonda, nella dedizione alla verità.
La nevrosi, frutto della piccola mente, è una forma di violenza, ignoranza e menzogna: la persona, praticando il racket, si autogiustifica o si colpevolizza, cerca il potere o lo subisce, perde amore, affiliazione, energia vitale. In tal modo si separa sempre di più e la sofferenza aumenta.
• Sofferenza nevrotica = segnale che stiamo separando, isolando, togliendo dal flusso noi stessi e gli altri.
• Sofferenza reale = la sofferenza accettata come parte della vita, ci unisce agli altri, ci rende più umani, ci fa crescere. Qualità necessarie: coraggio e pazienza (capacità di sopportare il dolore, e di rinviare la gratificazione).
Risorsa, re-source = tornare alla sorgente, tornare al divino.
Il metamodello 2 è uno strumento linguistico che ci aiuta a trasformare alle radici il nostro modo di pensare in termini duali e ad accedere ad una visione del mondo non duale... la visione che accomuna le antiche tradizioni sapienziali e che viene convalidata dalla fisica quantistica...
Il metamodello 2 ci insegna a passare dalla posizione di utenti a quella di programmatori del nostro cervello-mente.
Questo passaggio richiede un atto di consapevolezza e volontà. Richiede anche disciplina e retto sforzo, perché si tratta di trasformare un’abitudine radicata e culturalmente condivisa.
‣ arrabbiato, risentito, seccato
‣ irritato, nervoso, inquieto, impaziente, a disagio, annoiato
‣ confuso, in dubbio
‣ disgustato
‣ in colpa, vergogna
‣ spaventato, impaurito
‣ costretto, bloccato
‣ frustrato, esasperato
‣ addolorato, depresso, impotente
‣ affaticato, appesantito
‣ scoraggiato, triste, solo
‣ preoccupato, ansioso, angosciato