Commento


Riflettiamo ancora sulle parole di Krishnamurti:


  1. Se provate sentimenti molto forti riguardo alla sorte dei poveri, al mendicante che riceve la polvere in faccia quando passa l'automobile del ricco, se siete straordinariamente ricettivi, sensibili verso ogni cosa, allora la semplicità stessa produce ordine”.


la semplicità stessa produce ordine...


In America c’è un movimento ecologista che si definisce Voluntary Semplicity. Da che cosa prende le distanze la semplicità volontaria? A che cosa si ribella? Si ribella alla complicazione involontaria, quella che stiamo sempre più assumendo come stile di vita normale, in ogni parte del mondo.

Per andare a comprare il giornale si prende la macchina. Per poter circolare in macchina occorre essere assicurati, pagare il bollo, portarla dal meccanico, riempire il serbatoio, controllare gomme e olio, trovare un parcheggio, sperare di non rimanere imbottigliati nel traffico. La macchina costa, inquina, fa rumore. Usando la macchina smettiamo di camminare, smettiamo di fare il movimento di cui il corpo ha bisogno per rimanere in salute.

Allora andiamo in palestra, in un luogo chiuso, pieno di gente che fa esercizi ripetitivi, senza alcuna creatività. La palestra costa, è lontana da casa, così prendiamo la macchina per andarci.

A casa abbiamo delle cucine che sembrano astronavi, con apparecchiature di tutti i generi, di solito rumorose, che consumano elettricità. Cucine che costano quanto una volta costava una casa. Piene di pentole, piatti, bicchieri, posate, ogni tipo di attrezzi: il tutto per cucinare, le rare volte in cui si cucina, per una o due persone. Piatti e bicchieri basterebbero per una tribù intera.

Siamo abituati a una progressiva complicazione delle nostre vite. I cibi semplici sono spariti. La frutta e la verdura di stagione non bastano più. Abbiamo bisogno di mangiare pomodori, ciliegie, uva, tutto l’anno, che provengono da altre parti del mondo. Anche bere un bicchier d’acqua è diventato complicato: ci vuole l’acqua minerale. No, l’acqua minerale è poco salutare. Ci vuole il depuratore.

Per scrivere bastava una penna e un foglio. Oggi questo non è più vero. Occorre un computer. E il computer va aggiornato, revisionato in continuazione. Cambiano i programmi, cambiano i sistemi operativi. Abbiamo continuamente bisogno di tecnici che ci aiutino. Quello che funzionava fino a ieri, oggi non funziona più. Mi fermo qui.


La vita di oggi, che dovrebbe essere assai più confortevole. In realtà si è complicata in modo tale che abbiamo sempre meno tempo libero.

Le persone in città vivono di fretta. Allevare bambini è diventata impresa eroica. Accudire degli anziani è diventato costosissimo. Soltanto gli immigrati ormai sanno occuparsi di loro.


Se non diventiamo consapevoli, se ci lasciamo prendere dalla complicazione, siamo pronti a cambiare l’arredo della casa perché non è più del colore di moda.

Siamo pronti a ristrutturare un bagno funzionante perché i sanitari, le piastrelle non sono più aggiornate ai tempi.

Consideriamo tutto ciò essere ordinati, puliti, precisi. Ne facciamo una questione di principio.


L’estetica (condizionata dalla pubblicità) è diventata la nostra etica.


  1. L’estetica a cui ci affezioniamo non è reale, ma solo superficiale. E’ frutto del disordine delle nostre vite, dove si corre dietro a ciò che è irrilevante, e non si dedica tempo a ciò che è essenziale: la qualità delle nostre relazioni. Prese in questo vortice, esse diventano pura facciata, senza sostanza. Come le nostre conversazioni.


Così non ci può essere gioia nella vita. E la mancanza di gioia ci porta a compensare correndo dietro a desideri sempre più futili.


Per creare ordine e armonia al nostro interno, dobbiamo scendere da questo treno impazzito.


  1. Appena possibile, torniamo in mezzo alla natura, ai suoi ritmi, alle sue forme, ai suoi colori, ai suoi suoni. Lasciamoci ispirare, toccare, trasportare da essi. Questi suoni e forme si sono evoluti insieme a noi, fanno parte di noi. Noi siamo vivi perché questa connessione profonda non si è ancora del tutto interrotta.

  2. Togliamo attenzione dagli oggetti, e portiamo attenzione alle relazioni, alla qualità delle relazioni. Senza questo riorientamente dell’attenzione, le persone, il prossimo, non esistono più: sono diventati oggetti da possedere, utilizzare, sfruttare.


Rispettiamo il lavoro di Darwin, ma recuperiamo le intuizioni di Lamarck, che con due secoli di anticipo aveva previsto a quale catastrofe avrebbe portato il progressivo distacco dell’uomo dal suo ambiente naturale.


Senza semplicità non c’è bellezza, armonia, gioia.

Krishnamurti ci insegna che la semplicità è frutto di coinvolgimento pieno, totale, con tutto il nostro essere, alla realtà del presente.


  1. Coinvolgimento emotivo, passionale con le persone, le piante, gli animali, le cose. Se non siamo toccati da quello che ci circonda, se non siamo toccati in profondità dal dolore e dalla bellezza degli altri esseri, ci limiteremo a reagire in modo distratto, senza grazia, senza intelligenza.


Ecco perché la semplicità è nello stesso tempo la via e la meta:

  1. la via, perché solo abbandonando il superfluo e il complicato, il nostro cuore può aprirsi

  2. la meta, perché possiamo diventare davvero semplici solo quando siamo completamente consapevoli. 

Krishnamurti, La ricerca della felicità


Fra tante altre cose della vita, avete mai esaminato perché la maggior parte di noi è così trasandata - trasandata nei vestiti, nelle maniere, nei pensieri, nel modo in cui fa le cose? Perché siamo così poco puntuali e quindi irriguardosi nei confronti degli altri?

E che cos'è che mette ordine in ogni cosa, ordine nei nostri vestiti, nei nostri pensieri, nei nostri discorsi, nel modo in cui camminiamo, nel modo in cui trattiamo chi è meno fortunato di noi? Che cos'è che produce quello strano ordine che giunge senza coercizione, senza pianificazione, senza intenzione? L'avete mai preso in considerazione?

Sapete che cosa intendo con ordine? È sedersi quieti senza tensioni, mangiare con eleganza senza precipitazione, essere a proprio agio ma precisi, essere chiari nel proprio pensiero eppure espansivi. Che cosa produce questo ordine nella vita? È un punto molto importante e penso che se si potesse venire educati a scoprire il fattore che produce ordine, ciò avrebbe per noi un grande significato.


Sicuramente l'ordine si produce soltanto attraverso la virtù; perché se non si è virtuosi, non solo nelle piccole cose ma in tutto, la vita diventa caotica, non è vero? Avere virtù ha davvero poco significato di per sé; ma poiché siete virtuosi c'è precisione nel vostro pensiero e ordine in tutto il vostro essere, e quella è la funzione della virtù.


Ma che cosa accade quando un uomo tenta di diventare virtuoso? Quando disciplina se stesso per essere efficiente, meditativo, premuroso, quando tenta di non dispiacere a nessuno, quando spende le sue energie per cercare di stabilire un ordine, per sforzarsi di essere buono? I suoi sforzi conducono solo alla rispettabilità, che produce la mediocrità della mente; perciò costui non è virtuoso.


Avete mai guardato un fiore proprio da vicino? È di una precisione stupefacente, con tutti i suoi petali; eppure ci sono in lui una tenerezza, un profumo, una grazia straordinari.

Ora, quando un uomo tenta di essere ordinato, la sua vita può essere molto precisa, ma ha perso la qualità della gentilezza che entra in gioco solo quando non c'è sforzo, proprio come nel fiore. Perciò il difficile per noi è essere precisi, limpidi ed espansivi senza sforzo.

Vedete, lo sforzo per essere ordinati e accurati ha un potere limitante. Se tento deliberatamente di essere ordinato nella mia stanza, se sono attento a mettere ogni cosa al suo posto, se mi sorveglio sempre, guardo dove metto i miei piedi e così via, che cosa accade? Divento una noia intollerabile per me stesso e per gli altri. È una persona tediosa quella che tenta continuamente di essere qualcosa, i cui pensieri sono coordinati in modo molto attento poiché sceglie un pensiero preferendolo a un altro. Una simile persona può essere molto accurata e limpida, può usare le parole con precisione, può essere molto attenta e premurosa, ma ha perso la gioia creativa di vivere.

Allora qual è il problema?


Come si può avere questa

gioia creativa di vivere,

essere espansivi nei propri sentimenti,

di mentalità aperta,

e tuttavia precisi, limpidi,

ordinati nella propria vita?


Penso che la maggior parte di noi non sia così perché non sentiamo mai nulla con intensità, non concediamo mai completamente i nostri cuori e le nostre menti a qualcosa.


Ricordo di aver visto una volta due scoiattoli rossicci, con lunghe e folte code e una graziosa pelliccia: per circa dieci minuti si sono dati la caccia l'un l'altro su e giù per un alto albero, senza fermarsi, solo per la gioia di vivere. Ma voi e io non possiamo conoscere quella gioia se non sentiamo profondamente le cose, se non c'è passione nelle nostre vile; non la passione volta a fare il bene o a mettere in atto quale è il tipo di riforma, ma la passione nel senso del sentire le cose in modo molto forte; e possiamo avere quella passione vitale solo quando c’è una rivoluzione totale nel nostro pensiero, nel nostro intero essere.


Avete mai notato come pochi di noi provino un sentimento profondo riguardo a qualcosa? Voi non vi ribellate mai contro i vostri insegnanti, contro i vostri genitori, non soltanto perché non vi piace qualcosa, ma perché avete il sentimento profondo, ardente, di non voler fare certe cose? Se provate sentimenti profondi e intensi riguardo a qualcosa, scoprirete che quegli stessi sentimenti, in qualche modo curioso, porteranno un nuovo ordine nella vostra vita.


L'ordine, la precisione, la limpidità del pensiero non sono cose molto importanti in sé, ma diventano importanti per una persona sensibile, che sente intensamente, che è in uno stato di perpetua rivoluzione interiore. Se provate sentimenti molto forti riguardo alla sorte dei poveri, al mendicante che riceve la polvere in faccia quando passa l'automobile del ricco, se siete straordinariamente ricettivi, sensibili verso ogni cosa, allora


la semplicità stessa produce ordine,


virtù, e penso sia molto importante che lo capiscano sia l'educatore che lo studente.


In questo paese, sfortunatamente, come in tutto il mondo, prestiamo poca attenzione alle cose e non proviamo sentimenti profondi verso nulla. Per la maggior parte siamo intellettuali, intellettuali nel senso dell'essere molto brillanti, pieni di parole e di teorie su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, su come dovremmo pensare, su che cosa dovremmo fare. Siamo altamente sviluppati dal punto di vista intellettuale ma interiormente abbiamo pochissima sostanza o significato. Ed è questa sostanza interiore che produce l'azione autentica, che non è un'azione accordata con un'idea.


Ecco perché dovreste avere sentimenti molto forti, sentimenti di passione e rabbia, e osservarli, giocare con essi, scoprirne la verità; perché se li reprimete semplicemente, se dite: «Non devo essere arrabbiato, non devo provare passioni, perdio ciò è male» scoprirete che la vostra mente gradualmente si rinchiude in un'idea e perciò diventa del tutto superficiale.


Potete anche essere immensamente brillanti, potete avere una conoscenza enciclopedica, ma se non ce la vitalità di un sentimento forte e profondo la vostra comprensione è come un fiore privo di profumo.


È importantissimo per voi capire tutte queste cose da giovani, perché così quando crescerete sarete dei veri rivoluzionari: rivoluzionari non secondo qualche ideologia o teoria libresca, ma rivoluzionari nel senso totale della parola, come degli esseri umani integrali, da cima a fondo, così che non ci sia più alcuno spazio libero in voi che rimanga contaminato dal vecchio.


Allora la vostra mente sarà fresca, innocente, e perciò capace di straordinaria creatività.


Ma se non cogliete il significato di tutto ciò, la vostra vita diventerà completamente grigia, perché sarete sopraffatti dalla società, dalla vostra famiglia, da vostra moglie o da vostro marito, dalle teorie, dalle organizzazioni religiose o politiche.


Ecco perché è così urgente per voi essere educati correttamente, il che significa che dovete avere degli insegnanti che possano aiutarvi a rompere l'incrostazione della cosiddetta civiltà e a non essere macchine ripetitive,


ma


individui che hanno davvero un canto interiore, e per questo esseri umani felici e creativi.

Premessa al testo di Krishnamurti



Si può essere precisi, ordinati, e, nello stesso tempo, espressivi, passionali, creativi?


Si può essere pienamente vivi, partecipi, ricchi di sentimenti, e nello stesso tempo non caotici, ma puntuali e rispettosi?


L’istrionico è coinvolgente, passionale, erotizzante, ma ben poco affidabile e rispettoso.

L’ossessivo è affidabile, preciso fino al minimo dettaglio, ma è noioso, ripetitivo, non creativo.


Istrionico ed ossessivo sono due subpersonalità molto diffuse. Entrambe sbilanciate, estremizzate, polarizzate tra loro.


Possono da subpersonalità trasformarsi in stili, mantenendo le risorse di ciascuna e lasciando andare gli inquinanti?


Sì, è possibile. Ed è necessario se vogliamo vivere una vita piena.


Se guardiamo in profondità, questo cambiamento richiede una completa rivoluzione interiore. Solo una rivoluzione può superare la scissione e la frammentazione, e recuperare l’unità, la totalità, l’integrità dell’essere.


Parafrasando le parole di Krishnamurti, è possibile e naturale:



  1. essere espansivi nei propri sentimenti,

  2. essere di mentalità aperta,

  3. essere creativi e gioiosi,

  4. e nello stesso tempo

  5. essere precisi, ordinati, affidabili.


Ma c’è un ostacolo da superare: noi siamo distratti. Se non concediamo mai completamente i nostri cuori e le nostre menti a qualcosa, non sentiamo mai nulla con intensità.


Possiamo conoscere la vera gioia solo se sentiamo profondamente le cose, se c'è passione nelle nostre vite;  e possiamo avere quella passione vitale solo quando ce una rivoluzione totale nel nostro pensiero, nel nostro intero essere.

Ordine e armonia


Da Krishnamurti, La ricerca della felicità


Sullo stesso autore v. anche:

Bellezza e amore  -  Educazione  -  Libertà  -  Krishnamurti