Passione

 

Parafrasando Krishnamurti, per passione intendo sentire le cose del mondo in modo molto forte.


Guai ai tiepidi, ha detto Gesù. I tiepidi si tengono a distanza, non si coinvolgono. Per proteggersi dal dolore, hanno imparato a chiudere il cuore. Non ascoltano più le grida del mondo. Ma in questo modo si escludono dal fiume della vita e dalla vera gioia.

Tiepidi e conformisti sono coloro che si fanno andare bene le cose, anche quando dovrebbero rifiutare di accettarle, quando dovrebbero indignarsi e combattere per cambiarle.


La rovina del pianeta è sotto i nostri occhi. Ma quanti di noi si danno davvero da fare, quanti impegnano le loro energie per salvare ciò che resta? Quanti sono più preoccupati di cambiare l’arredo del salotto, progettare una vacanza, riempire il frigo, correre dietro l’ultima storia sentimentale, come se ne dipendesse tutto il nostro futuro?


Krishnamurti ci avvisa: noi possiamo avere quella passione vitale solo quando c’è una rivoluzione totale nel nostro pensiero, nel nostro intero essere.


Il che significa che abbiamo imparato a distinguere tra piccola e grande mente, e abbiamo deciso di dedicare la vita a coltivare la seconda.


Quindi, la passione è produttiva se è davvero una qualità dell’essere, cioè una qualità dell’amore. E’ produttiva se si accompagna ad altre qualità, come la compassione, la gratitudine, l’amorevole gentilezza, la cura.

In caso contrario, essa si riduce ad essere uno dei tanti inquinanti della mente, che nella piccola mente ci fanno abitare, agendo come un rafforzativo della rabbia, dell’odio o dell’orgoglio. Si può essere appassionatamente orgogliosi, convinti fino al midollo della certezza delle proprie idee e ragioni. Si può odiare una persona con tutto se stessi. Ci si può arrabbiare fino a perdere il senno.


Per essere appassionati in questo modo, non è necessaria alcuna rivoluzione interiore. Basta continuare ad ascoltare ed assecondare la voce dell’Ego.