Ricco è colui che non ha desideri, bisogni, e quindi dipendenze.
E’ un uomo libero, abita nella grande mente. Vive nel presente, in contatto con ciò che c’é, così come è. In contatto con la ricchezza inesauribile del fiume della vita. Diventa il fiume della vita. E’.
Non è ricco solo in senso spirituale, ma anche in senso materiale, perché non gli manca nulla. Non ha bisogno di possedere nulla.
E’ ricco perché non c’è distinzione tra materia e spirito. Materia viene da mater, origine, fondamento.
La società fa il possibile per tenere la gente in stato di povertà emotiva e spirituale: induce desideri, bisogni, pretese, dipendenze da cibi, beni materiali, denaro, sesso, fumo, alcol, riconoscimento, carriera, immagine (vedi shopping e propaganda).
Il sistema di povertà che si crea è un sistema intelligente, con un forte apparato immunitario che lo difende dai pericoli esterni.
Induce le persone a cercare la felicità là dove non potranno mai trovarla: nella piccola mente.
Per chi abita nella piccola mente, tutto si fa piccolo: piccole relazioni, piccole amicizie, piccoli amori, piccole soddisfazioni, piccola libertà.
Il ricco di cui parla Gesù, il ricco che non entrerà nel regno dei cieli, come un cammello non passa in una cruna di un ago, è il ricco in senso materiale: ha tanti beni superflui, gode di privilegi e potere sugli altri. Potere che può derivare non solo dal denaro o dalla posizione sociale, ma anche dalla bellezza, dalla forza, dall’intelligenza brillante, dalla conoscenza. Ciò che conta è la struttura di prevaricazione, non il contenuto.
L’evoluzione spirituale è incompatibile con l’attaccamento alla ricchezza materiale. Ciò non significa che bisogna disfarsene. La via di S. Francesco non è per tutti.
C’è un’alternativa: farne buon uso. Considerare denaro, beni, talenti, non come propri, come “privati”, ma come pubblici, universali. Beni di cui si è custodi e responsabili, non proprietari.
Denaro, forza, bellezza, intelligenza, conoscenza, carisma, possono essere messi al servizio degli altri e dell’evoluzione spirituale, cioè del cammino verso l’unità, la parità, la libertà.
Solo così la ricchezza materiale può coniugarsi con quella spirituale.
Ricco, in senso profondo,
è chi, essendo ricco dentro,
non ha bisogno di possedere nulla
Chi è ricco solo in senso materiale, chi utilizza il potere sugli altri, è povero in senso spirituale. Elevandosi al di sopra, si separa, si esclude, si isola. E’ una foglia che si stacca dall’albero della vita. La vita spirituale lo abbandona.
Lascia la grande mente per abitare nella piccola mente.