Che la condizione umana, ad un basso livello di coscienza, non sia sempre piacevole, è il minimo che si possa dire. Certo, ci si abitua a questi limiti, e la capacità di adattamento è una qualità nell’uomo: però può rivelarsi anche una trappola che ci tiene prigionieri di sofferenze a cui siamo ormai assuefatti, o perlomeno di certe nostre limitazioni, tagliandoci fuori da un potere creativo immenso, da un potenziale straordinario, e alla fin fine dalla profonda bellezza della vita.

Prima o poi finiamo per destarci e allora emerge chiaramente in noi questo bruciante interrogativo: vi è speranza di liberarsi dalle costrizioni della coscienza inferiore, sia individualmente che collettivamente?


Da millenni, tutti gli insegnamenti filosofici e spirituali affermano che è possibile; eppure, nonostante i grandi progressi raggiunti nel corso della storia umana, il nostro attuale mondo caotico sta a dimostrare come questi vecchi meccanismi siano ancora fortemente attivi nella maggior parte degli uomini. Che cosa sta succedendo su questo pianeta? Dovremo ancora attendere millenni di evoluzione perché emerga un mondo migliore, sia in noi che intorno a noi?

Di fronte a questi interrogativi abbiamo la grande fortuna, in questo inizio del terzo millennio, di avere a disposizione delle risposte originali, piene di buon senso e soprattutto piene di speranza. E’ la scienza stessa a fornircele, grazie a una serie di scoperte che gettano nuova luce su questa fase così delicata della nostra evoluzione.



LE STRUTTURE DISSIPATIVE

Alla fine del XX secolo, Ilya Prigogine ricevette il premio Nobel per le sue scoperte sulle “strutture dissipative”. Le sue ricerche sulle leggi che regolano il funzionamento dei sistemi l’avevano portato ad addentrarsi nel campo della termodinamica, dove da più di un secolo

gli scienziati osservavano un’apparente contraddizione tra due leggi naturali. Infatti, la seconda legge della termodinamica dichiara che il grado di disordine, di casualità o di caos, chiamato entropia*, cresce costantemente nell’universo. D’altro canto si osserva però che molti aspetti della vita, inclusa la Vita stessa, crescono e diventano sempre più ordinati, meno casuali. Da un bel pezzo gli scienziati si chiedevano come potesse accadere che alcune cose si evolvessero, si strutturassero sempre di più e crescessero, mentre la tendenza generale dell’universo sembrava andare nella direzione opposta.

Fu allora che Prigogine fu indotto a definire i cosiddetti “sistemi aperti”, cioè sistemi che hanno la capacità di scambiare energia e materia con il loro ambiente. Qualsiasi sistema “vivente” o in crescita nell’universo può essere considerato tale: un fiore che spunta, un’organizzazione che si arricchisce, una società che si struttura, un ecosistema che si sviluppa, un pianeta che si muove nello spazio, o... un essere umano che si evolve attraverso i continui scambi, a vari livelli, con il suo ambiente.

Una caratteristica comune di questi sistemi “aperti” è che sono in grado di mantenere la loro struttura e persino di crescere e di evolversi in sistemi ancora più complessi perché sono capaci di adattare le loro strutture in base agli scambi che effettuano con l’ambiente, il quale assorbe il loro disordine. In altri termini, ciò significa che hanno la capacità di “dissipare la loro entropia” nell’ambiente. In questo modo la quantità globale di entropia effettivamente cresce, rispettando alla fine la seconda grande legge della termodinamica. In compenso, questi sistemi mantengono il loro ordine, e addirittura lo accrescono, a spese, entropicamente parlando, del loro ambiente, e perché ciò accada i sistemi aperti devono possedere qualità come la flessibilità, la fluidità e la capacità di adattarsi alle fluttuazioni dell’ambiente.






IL PUNTO DI BIFORCAZIONE

- Eppure, ed è qui che tocchiamo un primo punto chiave molto importante per il nostro discorso, questa capacità di adattamento ha i suoi limiti. Esiste una soglia di adattabilità oltre la quale il sistema non è più in grado di adattarsi, cioè di dissipare l’entropia per mantenere il proprio equilibrio e la propria crescita. Questo limite dipende dalla complessità del sistema, dal suo grado di evoluzione, dalla complessità e dalla flessibilità della sua organizzazione interna. Quando l’impatto esterno diventa troppo forte e viene superato questo limite di adattamento, il sistema, al suo interno, diventa instabile e caotico.


   - Ed ecco un secondo punto chiave: se l’impatto continua ad essere
troppo forte, il sistema registra una tale instabilità che si ritrova
per un attimo in uno stato di fluttuazione estremamente delicato.
In quel momento la minima influenza può indurre un’infinità di
risposte possibili, e il sistema diventa imprevedibile nelle sue reazioni. Alla fine, in queste condizioni molto particolari, il sistema,
secondo l’espressione usata da Prigogine, giunge a un “punto di
biforcazione”. Si presentano allora due possibilità:

o collassa completamente e scompare, dissolvendosi nell’ambiente;

o si riorganizza completamente, ma a un livello superiore.


   - Ed ecco un terzo punto chiave: la caratteristica sorprendente di
questa organizzazione completamente nuova è che non ha niente
a che vedere con l’organizzazione precedente, e non ne costituisce affatto un miglioramento o una continuazione dotata di maggior capacità di adattamento. Viene ricreata su princìpi completamente diversi, che non hanno assolutamente alcun legame con quelli precedenti, perché funzionano all’interno di un’altra realtà. E quello che viene chiamato “salto quantico”.


Il concetto, dovuto a Prigogine, di “strutture dissipative” soggette a “biforcazioni” periodiche non lineari porta un contributo enorme alla comprensione scientifica del nostro mondo, permettendo di descrivere il processo evolutivo di qualunque sistema aperto, in qualunque punto del nostro universo. Tale processo si ripete milioni di volte ogni minuto nelle nostre cellule; presiede anche all’evoluzione dei regni della natura, dei pianeti, delle galassie, e in particolare... della nostra coscienza di esseri umani.



Il punto di biforcazione del nostro mondo attuale

Ora, è assai evidente che da alcuni decenni il nostro ambiente sociale, umano, naturale, politico, informatico, di fatto tutti gli ingranaggi della nostra società, esercitano pressioni enormi sull’essere umano. Procede tutto troppo velocemente, aumentano le pressioni sociali, le relazioni più strette si indeboliscono e le famiglie scoppiano, il lavoro diventa sempre più esigente o raro, la competizione, l’ipnosi collettiva, le manipolazioni di massa, la corsa al denaro, al piacere e al potere raggiungono livelli insopportabili e creano uno stress che non siamo più sicuri di riuscire a gestire. Il relativo equilibrio che caratterizzava la vita dei nostri avi sembra scomparso: l’esistenza, oggi, assomiglia sempre di più a una corsa sfrenata.


Per quanto riguarda il pianeta nel suo complesso, la situazione non è migliore: minacce di catastrofi ecologiche, guerre pronte a scoppiare in ogni istante, violenza diffusa in tutto il mondo, povertà insopportabile, eccetera. Evidentemente il pianeta si trova in una condizione di stress e di grave squilibrio. Diventa tutto molto instabile e sappiamo bene che il più piccolo evento può precipitare il tutto nel più grande dei caos.

Il nostro mondo sta raggiungendo il limite della sua capacità di adattamento.

Come sistema, in questo inizio del XXI secolo l’umanità è arrivata a un punto di biforcazione, a partire dal quale la nostra situazione attuale evolverà secondo le leggi delle strutture dissipative.



Il punto di biforcazione della coscienza

Il caos, l’instabilità e lo stress del nostro mondo attuale provengono dalle vecchie strutture della coscienza ad esso sottese, e che ho descritto prima. Evidentemente tali strutture non sono più adeguate, sono superate e non sono più in grado di garantire l’ordine e la pace nel mondo, da cui l’emergere di questo punto di biforcazione. Secondo la scienza, l’umanità si trova quindi, in quanto “sistema aperto”, di fronte a due possibilità:

- o il crollo totale del nostro mondo con conseguente scomparsa dall’universo, cosa assolutamente possibile per esempio nel caso di una catastrofe ecologica o nucleare: ne esistono tutti i presupposti, e un piccolo incidente può effettivamente provocare questo genere di situazione; è una possibilità reale;

-  o il nostro mondo si rigenera, si trasforma radicalmente, ed entriamo in un altro sistema le cui strutture sono completamente diverse da quelle esistite finora. La buona notizia è che abbiamo i presupposti anche per questa possibilità. Nel resto del libro descriverò infatti un altro circuito disponibile all’interno della coscienza umana, grazie al quale dar vita a un mondo completamente diverso. La scienza, anche in questo caso, ci fornirà la chiave per comprendere e realizzare questo nuovo mondo. Questa alternativa è quindi ugualmente possibile.

Non è la prima volta, nella storia dell’umanità, che attraversiamo periodi di grossi cambiamenti (l’avvento del cristianesimo, il Rinascimento, la rivoluzione industriale, la fine della schiavitù e molti altri, di portata maggiore o minore, per limitarci ai più recenti), che hanno indotto grandi trasformazioni nelle mentalità e nelle strutture delle nostre società. Eppure la trasformazione che stiamo vivendo risulta essere di un’ampiezza e di un’intensità finora sconosciute, e ciò deriva dal fatto che non si tratta di un cambiamento, ma piuttosto di uno sconvolgimento che trasformerà da cima a fondo non solo i fondamenti delle nostre società, ma le radici stesse della coscienza umana: si tratta di un salto, un salto quantico...







Ciò che è richiesto ora, è un radicale cambiamento di livello di coscienza affinché il nostro mondo non solo sopravviva, ma approdi ad una realtà completamente diversa che, contrariamente alla precedente, potrebbe offrire felicità, abbondanza e libertà per tutti.



















Il processo di trasformazione personale nel punto di biforcazione


Questo punto di biforcazione non è affatto evidente a tutti. All’interno del caos attuale, alcune persone continuano freneticamente a cercare di organizzare la loro vita in base alle leggi del vecchio mondo, come se tutto fosse destinato a continuare come prima. Ma ciò avviene a prezzo di un grande stress e di un gran dispendio di energia. I giovani se la cavano ancora, attingendo alle loro risorse di vitalità; i meno giovani si affannano sempre di più... altri crollano: infarti, depressioni, eccetera. Altre persone ancora, infine, sono sufficientemente consapevoli da porsi i veri interrogativi e fare un intenso cammino di ricerca interiore e anche di azione esterna consapevole. Gli appartenenti a questo gruppo sono oggi sempre più numerosi, ed è proprio a loro che si rivolge questo libro.

Eppure, anche in questo caso, le cose non sono semplici. A quanto pare, malgrado molti sforzi, molte letture, molte riflessioni, molte pratiche di per sé eccellenti, malgrado il fatto che si progredisca e si arrivi a conservare un certo equilibrio interiore, ci si può sentire alquanto fragili. Spesso, addirittura, la ricerca interiore sembra renderci ancora più sensibili, causando quindi una quantità ancora maggiore di disturbi a livello fisico (dolori, problemi di salute di ogni tipo, spesso inspiegabili secondo la medicina convenzionale), a livello emozionale (ipersensibilità) o mentale (messa in discussione di tutto), e stress a tutti i livelli dell’individuo. E di fronte ai modelli di pace e di serenità presentati da alcuni insegnamenti, ci si può sentire impotenti e persino un po’ stupidi per il fatto di essere ancora intrappolati in questo turbine di preoccupazioni e di tensioni. Talvolta si arriva persino a rimpiangere i bei tempi in cui eravamo ancora inconsapevoli... Posso dire a queste persone aperte e di buona volontà che tali difficoltà non sono segno di una mancanza di consapevolezza; al contrario. Sono piuttosto il segno di un grande caos necessario affinché possa avvenire una profonda riorganizzazione interiore. Le leggi delle strutture dissipative sono le stesse per tutti i sistemi aperti, e ogni essere umano è uno di questi sistemi... Ma la cosa non è completamente nuova. I grandi mistici ci hanno già parlato di questa “buia notte dell’anima”, e la scienza ce ne dà una splendida conferma.

Siamo allora lontani dall’atteggiamento semplicistico del movimento New Age, secondo il quale più si lavorerà su se stessi e più ci si sentirà felici, a proprio agio, raggianti e pieni di amore. Sì, possiamo certamente migliorare la nostra condizione e rendere la nostra vita in certa misura più armoniosa: all’interno della “zona grigia” in cui ci troviamo, saliremo verso una gradazione di “grigio” sempre più chiara, dove la luce è più spesso presente; ma il reale processo di fondo è molto più complesso e difficile.

Per spiegarlo possiamo osservare che cosa succede a un elettrone. Per far passare un elettrone dalla sua abituale orbita ad un’altra, gli si deve fornire una gran quantità di energia, aumentando così in maniera enorme la sua velocità, il che permette la sua espulsione dalla vecchia orbita per raggiungere la nuova. Una volta giunto sulla nuova orbita, l’elettrone non ritornerà a quella precedente: la sua “realtà” sarà completamente e definitivamente diversa. È ciò che viene chiamato “salto quantico”.

La stessa cosa avviene se si desidera fare un vero “salto quantico” di coscienza (quello richiesto oggi). Molte tecniche di crescita personale oggi disponibili, benché siano corrette, non sono in grado di fornire un accesso diretto alla nuova coscienza, perché ancora ci trattengono nella vecchia orbita. In compenso sono utili, perché, se son tecniche corrette, permettono di cominciare ad elevare il tasso vibratorio, cioè di “aumentare la velocità”. Ma non è sufficiente qualche seminario per “cambiare orbita”; per questo occorre una volontà sovrumana, un ardente desiderio di passare ad un’altra realtà. Gurdjieff descriveva proprio questo quando dichiarava: «Anche nel caso in cui l’uomo comprendesse, nella maniera più chiara, le sue possibilità, ciò non potrebbe farlo avanzare di un solo passo verso la realizzazione di esse. Per essere in grado di realizzare il proprio potenziale, egli deve possedere un desiderio di liberazione molto ardente, dev’essere pronto a sacrificare tutto, a rischiare tutto per la propria liberazione» (Uspenskij).


A un certo punto questa “accelerazione”, questa quantità di energia accumulata in noi, può diventare talmente grande da proiettarci sull’orbita successiva, là dove la realtà non ha più niente a che vedere con quella che abbiamo conosciuto prima. Ma, ancora una volta, occorre per questo molta energia. Per quanto riguarda l’essere umano, tale energia può provenire solo da una potente intenzione, con cui spesso egli è in grado di entrare in contatto solo a causa della sua sofferenza e della sua disperazione; come ben sappiamo, “è poco prima dell’alba che la notte è più nera”.


Secondo le leggi di natura, questo salto quantico non è un processo dolce e delicato, tutt’altro. E una straordinaria rivoluzione che a tratti può essere assolutamente terrificante!*

Eppure, arrivati in fondo all’abisso, nel momento in cui può crollare tutto e più niente ha importanza, arrivati al punto di biforcazione, allora può accadere qualcosa di incredibile, d’indescrivibile. Si è parlato di “grazia”, ma ciò che avviene va ben oltre il concepibile.







IL PROCESSO VA ONORATO

Il caos è necessario, per quanto sul momento possa risultare doloroso; fa parte del processo evolutivo, che a sua volta è organico. La sola cosa che possiamo fare è riconoscerlo e favorirlo, allo stesso modo in cui, se vogliamo far crescere un fiore, occorre rispettare le leggi naturali. Quando il fiore è solo in boccio non gli andiamo certo a dire che non è come dovrebbe essere o che “così non va bene”, perché potrebbe essere già un fiore meraviglioso, pienamente sbocciato, né tentiamo forzarne la crescita cercando di allungarne il gambo con le mani. Ce ne prendiamo cura, lo annaffiamo, gli forniamo calore, luce, e la natura farà il resto. Il fiore sboccerà a tempo debito, se avremo saputo riconoscere le leggi universali che sono all’opera e se avremo sviluppato la comprensione di cosa sia un fiore nelle sue diverse fasi di crescita. Allo stesso modo, è controproducente opporre resistenza al nostro processo di fioritura interiore solo perché degli istruttori ci dicono che, siccome dovremmo vivere nella pace e nell’amore, se ancora proviamo stress non siamo “così come dovremmo”. Meglio allora comprendere che questo processo caotico è naturale e che abbiamo i mezzi per usarlo ai fini di una trasformazione molto importante. Le nostre stesse difficoltà diventeranno allora come il terriccio fertilizzante per il fiore, permettendoci di accettare il nostro caos interiore invece di opporvi resistenza in nome di ideali spirituali. Non si ripeterà mai abbastanza che è il fatto di accettare una situazione che ci permette di cambiarla, mentre opporvi resistenza (prendendocela con noi stessi, con gli altri o con la vita) ci rende ancora più prigionieri delle circostanze.



UNA NUOVA REALTÀ

L’umanità è arrivata al momento della scelta, e questa scelta è d’importanza capitale per il nostro futuro. Nel punto di biforcazione a cui siamo arrivati non possiamo più contare sul passato, o adattarlo: ci siamo spinti troppo in là nell’instabilità. Secondo le leggi di natura, tutto dev’essere completamente trasformato se vogliamo continuare ad esistere su questo pianeta come umani. Non è una scelta tra un sistema sociopolitico e un altro, tra un’organizzazione e un’altra; sarà una scelta tra uno stato di coscienza e un altro, perché solo un salto quantico della coscienza collettiva permetterà la costruzione di un mondo completamente nuovo.


Comprendere che siamo arrivati al punto di biforcazione non solo dà un senso a molte nostre difficoltà attuali, ma ci dà anche la certezza che nel nostro mondo può emergere una realtà completamente nuova: non è una semplice speranza, ma una possibilità reale, perché in questo inizio del XXI secolo ci diventa accessibile un circuito della coscienza completamente diverso, che non ha più niente a che vedere con il precedente, risalente all’era preistorica, che ho descritto prima.

Tutte le tradizioni spirituali hanno menzionato e insegnato l’accesso a quest’altro livello di coscienza. Ora, in più, abbiamo la fortuna di poterci fondare sulle ultime scoperte scientifiche per comprendere meglio questo nuovo circuito, e per sperimentarlo e integrarlo nella nostra vita quotidiana. Possiamo avere la certezza che un mondo completamente nuovo è alle porte: un mondo di pace, di abbondanza e di libertà per tutti, un mondo totalmente diverso dal precedente, un sistema completamente nuovo. La scienza non lo prevede in modo vago, ma ne dimostra l’assoluta possibilità. Abbiamo tutto ciò che occorre per fare il grande salto. Come vedremo nella seconda parte del libro, questo salto quantico non è né misterioso né complicato: è a portata di mano, alla portata del nostro cuore...

Il punto di biforcazione in cui si trova il nostro mondo attuale è un punto di trasformazione molto importante che può catapultare l’umanità in un’era completamente nuova.

Le strutture dissipative

  1. *N.d.R.: dall’omonimo termine greco, che significa “ritorno indietro”.

In termodinamica: funzione che definisce lo stato di disordine del sistema.

Cambiamento di livello di coscienza

Un mondo nuovo

Punto di biforcazione

Ritorno al caos

Equilibrio relativo

* Avviso a tutti coloro che ricercano la comodità, anche all’interno di una ricerca spirituale: «La comodità è il cimitero della consapevolezza» (Sri Adi Dadi).

Tratto dal cap. VI del libro “Usare il cervello del cuore” di Annie Marquier (ediz. Amrita)Strutture_dissipative_files/copj170.asp

CALDAMENTE
CONSIGLIATO!
versione stampabile di questa  paginaStrutture_dissipative_files/Le%20strutture%20dissipative.pdf

gennaio 2011