Tradimento

 

Il tradimento, dice Hillman, è l’altra faccia dell’amore (v. Puer Aeternus).

Quando amiamo, e solo quando amiamo, siamo esposti al tradimento: dai nostri genitori, dagli amici, dai partner ecc. Non possiamo essere traditi dagli estranei.

Più intenso è il rapporto, più il tradimento brucia e lascia il segno.

L’anima non tradisce. L’Ego è traditore.


Gi esseri umani tradiscono, e vengono traditi.


Nei “Miti del nostro tempo”, Galimberti inizia l’elenco partendo dal mito dell’amore materno. La madre che ama sempre il suo bambino, sempre pronta ad accoglierlo, a non farne mai oggetto della sua aggressività.

Mito perché falso. La madre è un essere umano. Il bambino, oltre a essere il centro del suo amore, è anche ostacolo alla sua libertà. Il bambino dipende dalla madre, in tutto. E la madre dipende a sua volta dal bambino: non è più libera come prima. E una parte di lei può sviluppare rabbia e ostilità, specie di fronte a difficoltà impreviste.

Ma per mantenere fedeltà al mito, la madre può negare i suoi sentimenti distruttivi, e quindi relegarli nell’ombra. E’ lì che diventano pericolosi.

Il bambino è particolarmente ricettivo ai segnali non verbali della madre. Se la madre cova ostilità, il bambino lo percepisce anche da una sfumatura. Il flusso di amore di cui egli si nutre, in quel momento si interrompe. Il bambino si sente in pericolo, rifiutato, abbandonato. E reagisce piangendo. Ma il pianto può innescare nella madre, oltre al comportamento di accudimento, proprio il suo opposto: il rifiuto.


L’amore è l’alimento primario dell’anima. Ogni interruzione è vissuta come tradimento, piccolo o grande.

E lì si aprono due possibilità:


la prima, la più frequente, è quella di rispondere simmetricamente, diventando a propria volta tarditori. I miei genitori non hanno visto la mia anima, e io reagisco simmetricamente: non vedo la loro. Così impariamo a rapportarci attraverso la struttura dell’Ego. La nostra diventa una relazione distruttiva. Hillman individua cinque strutture di risposta al tradimento ricevuto:


  1. 1.punire i genitori direttamente e/o punire se stessi, come mezzo per punire loro

  2. 2.svalutarli

  3. 3.diventare nichilisti, non credere più in nulla

  4. 4.tradire se stessi, i propri ideali, i propri valori (collegamento con il punto 1)

  5. 5.diventare paranoidi, non fidarsi più di nessuno


la seconda, l’unica sana:


vedere le cose in profondità; vedere che i genitori, o altre persone che tradiscono, lo fanno perché a loro volta sono stati traditi; lo fanno perché in loro c’è sofferenza, una sofferenza rifiutata, che impedisce all’amore di fluire liberamente.


Chi reagisce nel primo modo, diventa a sua volta traditore. E chi specificamente tradisce? Lasciamo per un attimo in disparte il metamodello 1. Andiamo all’essenziale e applichiamo il metamodello 2.  Mettiamo tra parentesi indici referenziali e altre specificazioni. Portiamo attenzione all’azione in sé: il tradire. Come l’amore, il tradire è una forma d’onda, una forma di energia, uno stile di relazione. Irradia dall’Ego che partecipa alla danza del tradimento. Questa forma d’onda colpisce in primo luogo la persona stessa. Chi tradisce, tradisce con maggiore intensità proprio la sua anima. In tal modo perpetua al suo interno quello che ha ricevuto: diventa via via più ostile ed estraneo a se stesso.

Meno è consapevole di questo processo, più lo proietta sugli altri e sul mondo esterno, da cui impara sempre più a diffidare e a difendersi.


Dalla spirale del tradimento si esce solo guardando in profondità, cogliendo l’intero processo, che non ha un definito confino di spazio e di tempo. Il tradimento non viene da questa o quella persona. Il tradimento viene da lontano. E’ l’anello di una lunga catena. Sta a noi decidere di spezzare questa catena di sofferenza. Come? Attraverso la compassione e il perdono.


Pannikar afferma che solo Dio può perdonare. In un filmato davvero toccante, Raimon Pannikar, mentre pronuncia queste parole, è preso da intensa commozione. C’è grandezza nel modo in cui egli tratta il tema del sacro. Sacro significo oltre l’ordinario. Il sacro è aspirazione umana universale, universalmente ricercata e nello stesso tempo tradita. Una disperata lotta contro le forze dell’entropia e della dissoluzione, che portano verso il basso, il mediocre, il banale.

E‘ banale rispondere al tradimento con il tradimento. E‘ grande rispondere con il perdono, con l’amicizia, con l’amore.

Piccola è la visione che ci porta a tradire.

Grande, frutto di impegno e amore, quella che ci porta a perdonare.



Hellinger sostiene che chi perdona, in realtà è un orgoglioso, perché si pone in posizione di giudizio. Non è un’idea originale: secondo questa idea, di perdonare ha bisogno solo chi giudica. Non giudicare e non avrai bisogni di perdonare.

Non attacchiamoci alle parole. Gesù, di fronte alla domanda, quante volte si deve perdonare, ha  risposto: settanta volte sette. Cioè un numero infinito di volte. Pannikar parla di perdono. Non c’è ombra di orgoglio nel suo modo di intenderlo.

Ogni parola può essere vista dall’Ego e dall’Anima. La parola perdono, vista dall’Ego, significa orgoglio, giudizio, più un pizzico di magnanimità, esibita dalla maschera. In questo senso ha ragione Hellinger.

Vista dall’Anima, la parola perdono acquista tutto un altro significato. E’ espressione dell’amore più grande: quello che ci fa rinunciare a ripagare il male con il male. Come diceva Socrate, preferire ricevere un’ingiustizia piuttosto che commetterla.