Un Corso in Miracoli

 

Appunti, spunti e libere interpretazioni del famoso testo “dettato”...

ed. Armenia

SULL’INNOCENZA

di Matteo Manzitti



“L’innocenza non è un attributo parziale. Non è reale finchè non è totale. Coloro che sono parzialmente innocenti tendono ad essere piuttosto sciocchi alle volte. E’ solo quando la loro innocenza diventa un punto di vista applicato universalmente che diventa saggezza”.Ora si tratta di capire ovviamente cosa intende il Corso con “innocenza”. E’ chiaro che non è intesa nell’accezione del senso comune, cioè estraneità a fatti accaduti realmente.Vediamo se un passo vicino può aiutarci.“Una mente pura conosce la verità e questa è la sua forza. Non confonde la distruzione con l’innocenza, perché associa l’innocenza con la forza e non con la debolezza.L’innocenza è incapace di sacrificare qualsiasi cosa, perché la mente innocente ha tutto e cerca solo di proteggere la propria interezza”.Una mente pura è una mente innocente. Questo significa che ci sono menti colpevoli? No.Una mente pura non è più innocente di nessun altra mente, semplicemente sa di essere innocente. Che significa sapere di essere innocenti?L’innocenza, credo, coincide con la totale rinuncia del giudizio, con la rinuncia a quell’inconscio ( ma a volte anche conscio) e potente odio che nutriamo spesso nei nostri confronti. Se ci giudichiamo, ci etichettiamo, ci sminuiamo, anche nel profondo dei nostri pensieri segreti, ci allontaniamo dall’innocenza e ci avviciniamo alla colpa. Ora ovviamenteL’obiezione che spesso si fa è questa: ma allora qual è la soluzione per uscire dalla colpa, essere continuamente auto- indulgenti, legittimarsi in tutto quello che si fa o si pensa, coltivare un mito di sé e accrescere il proprio narcisismo?Ovviamente no, anzi queste sono forme di compensazione della colpa. Se si verificano vuol dire che la colpa non è stata rimossa. La megalomania è il segno che la colpa è diventata addirittura assordante. Voler essere sopra gli altri, non provare amore per loro significa che inconsciamente ci si è attribuiti la colpa di non essere stati amati. In questo senso non amare significa anche rinunciare all’energia che vi è nell’amore. Ecco perché l’innocenza è forza e la colpa è debolezza. Perché separandoci dagli altri ci separiamo dall’energia, l’energia è sempre nella relazione amorevole.Quando raggiungiamo l’innocenza scompare il sacrificio. Scompare la auto-violenza, il giudizio che blocca. Il sacrificio( “fare il sacro”) consiste da sempre nel punirsi rinunciando a qualcosa per alleggerire la propria colpa. Il sacrificio quindi presuppone la colpa, gli da importanza.E’ giunto il momento di dire in maniera chiara che da un punto di vista spirituale il sacrificio è un’entità antiquata e perversa. Il sacro non ha bisogno di essere “fatto”, perché questo presuppone che non faccia parte della nostra natura immanente e che debba essere quindi ri-creato. Il sacrificio presuppone che il sacro non abbia nulla a che vedere con l’essere nel mondo. Il sacrificio presuppone invece che l’essere nel mondo sia sporco e colpevole. Il sacrificio quindi è un atto di rinuncia al presente e alla sua accettazione.Percezione innocente, o vera, significa che non vedi mai ciò che non esiste e vedi sempre ciò che esiste.Quando non hai fiducia in ciò che qualcuno farà, stai affermando che credi che egli non sia nella sua mente corretta. Questa non è affatto una struttura di riferimento basata sul miracolo. Ha anche l’effetto disastroso di negare il potere del miracolo. Il miracolo percepisce ogni cosa com’è. Se non esiste altro che la verità, il vedere basato sulla mente corretta non può vedere altro che perfezione.Questo passaggio va veramente a toccare dei punti profondissimi delle nostre superstizioni.L’idea che in quanto “buoni” o “perbene”, possiamo e dobbiamo indignarci e scandalizzarci  per quello che continuamente vediamo in giro sembra da molti non essere mai messo in discussione.Il Corso ovviamente non dice che invece bisogna considerare tutte le pratiche virtuose, tutti i comportamenti come ugualmente illuminati, che siano quelli di Mandela o di Pol Pot….Mai rinunciare al discernimento!Il Corso dice una cosa più profonda, che nella percezione innocente, nell’apertura del cuore, nulla ci può più dare fastidio.  Nulla ci può far cambiare umore. E che bisognerebbe capire perché certe cose ci turbano, quando ci turbano.Il vedere solo perfezione non significa non vedere più la violenza, la sopraffazione, l’arroganza.Significa vedere queste cose come riflesso di una mal creazione, cioè di un allontanamento dalla verità ultima dell’amore, che però è sempre presente, anche nell’anima più nera e malata.Lamentarsi di qualcuno significa attribuirgli un potere sulla nostra felicità che profondamente non possiede. Ovviamente uno potrebbe dire che il proprio governo lo ha affamato, gli ha rubato il futuro e ha distrutto il paese. Tanto per essere molto astratti….E a un certo livello può essere vero. Ma se io so che posso essere felice a prescindere da quello che fa il governo, il partner o il datore di lavoro, posso tranquillamente relazionarmi con queste figure con molta più tranquillità e lucidità, ottenendo enormi vantaggi.Dobbiamo per esempio avere il coraggio di dire che la distruttività culturale di Berlusconi è stata anche amplificata dall’odio che lui ha sentito addosso da parte di metà paese.E’naturale che quest’odio lo ha incentivato ad essere ancora più distruttivo di quello che già sarebbe stato di suo…Vedere solo perfezione significa per esempio vedere in Berlusconi un’anima ferita che nella vita si è convinta di poter essere accettata solo nella proposizione di un’immagine vincente e capace di grandi realizzazioni. Queste forme di compensazione nascondono evidentemente un vuoto enorme, un’incapacità di intimità e apertura del cuore anche dimostrato dai rapporti occasionali con escort e prostitute.Ma è colpa sua? Non esiste colpa, ma semplicemente questo è il suo livello di adesso, provocato da lungo processo temporale fatto di esperienze particolari.Lui ovviamente è responsabile di questo suo destino, anche se al momento non sembra voler guardare davvero, ma non né è colpevole.Una comunità matura, una comunità spirituale, sicuramente non lo avrebbe eletto.E fin qui molti sono d’accordo.Ma anche se non eletto lo avrebbe comunque amato.