Crescita spirituale



  1. 1.Stadi della conoscenza: confondere, separare, discernere


  1. 2.Piccola mente, grande mente


  1. 3.Cultura, doveri e pigrizia


  1. 4.Piccola mente e lotta interiore


  1. 5.Confusione, transfert e relazione di coppia


6. Attaccamento ai desideri

visione transpersonalehttp://www.mauroscardovelli.com/mauroblog/transpersonale.html
 
7.  Copione e crescita spirituale

7.  Copione e crescita spirituale





2.  Piccola mente grande mente

2.  Piccola mente grande mente





1.  Stadi della conoscenza: confondere, separare, discernere

1.  Stadi della conoscenza: confondere, separare, discernere





-Esempio del cancello elettrico: dalla pesantezza del livello materiale (forza, massa, dimensione) alla leggerezza del livello spirituale (informazione, consapevolezza)

-che cosa è Dio? Dio è l’unità di tutte le cose, è lo stato mentale nel quale noi comprendiamo la connessione tra  tutte le cose. Io sono te, tu sei me...

-la frammentazione della conoscenza porta alla frammentazione del conoscente, quindi alla perdita del senso di unità (Panikkar). Abbiamo quindi un io diviso, nel quale il senso del divino non opera più

-distinzione tra separare (rottura dell’unità, frammentazione) e discernere (individuare, conoscere senza frammentare). Quando separiamo, il principio divino non opera più. Separare, in greco diaballein, diavolo; simballein, unire, simbolo, principio divino.
Dio = simbolo dei simboli

-psicologia genetica della conoscenza:


1) stadio della UNITA’/CONFUSIONE;

  1. 2)stadio della SEPARAZIONE/PROIEZIONE (schizo-paranoide) --> separazione buono/ cattivo, proiezione all’esterno degli impulsi aggressivi (molti dirigenti e capi di stato non hanno superato questo stadio!)


  1. -la guerra economica in atto nel mondo, la crescente competizione, indica che lo stadio 2) non è stato completamente superato


  1. 3) stadio: POSIZIONE DEPRESSIVA (sei mesi di età). Perché depressiva? Perché si perde il sogno che ci sia qualcosa di totalmente buono (madre totalmente buona). Si comincia ad accettare che il mondo non si divide in bianco e nero, buono e cattivo, giusto e sbagliato (dal pensiero dicotomico al pensiero complementare, pluralista... dall’estremismo alla via di mezzo...  dall’egocentrismo all’equanimità)


-le religioni hanno come compito dichiarato quello di portare il divino nel mondo cioè senso di unità; nella pratica però le religioni sono divise tra loro e quindi ci deve essere qualcosa di profondamente sbagliato nel modo di intendere la religione altrimenti questo non succederebbe

-nella religione giudaico-cristiana  questo errore è dato alla distinzione tra bene e male, dal senso di colpa, insomma un giudizio morale

nel buddismo, invece, si parla di ignoranza, non di colpa; la piccola mente separa e separando giudica, la grande mente discerne e non giudica e vede l’interconnessione di tutte le cose.

-Il Metamodello 2 è uno strumento linguistico che serve a facilitare il passaggio dalla piccola alla grande mente

-esempio sulla danza della pigrizia: la pigrizia, presente solo nell’uomo, è la contrapposizione ai doveri (intesi in senso autoritario); nella grande mente non si parla di doveri ma di scopi (evolutivi)

-i piccoli pensieri, se non sono collegati a qualcosa di più grande, generano piccola mente; in questo stato si perde il collegamento con l’unità, col principio divino.

3.  Cultura, doveri e pigrizia

3.  Cultura, doveri e pigrizia





Ogni volta che non seguiamo il nostro naturale livello evolutivo (che è quello spirituale) siamo pigri

intendiamoci, non c’è il dovere di evolvere: l’evoluzione verso la spiritualità è il processo naturale a cui l’essere umano tenderebbe se non fosse bloccato nella danza della doverizziazione/pigrizia dal tipo di cultura in cui è immerso

ogni volta che facciamo qualcosa per dovere, anziché per amore, qualcuno ne pagherà il prezzo (Rosemberg)

uscire da questo tipo di danza significa comprendere le radici dell’autoritarismo, della schiavitù, della peste psichica che impedisce agli uomini di amare.

4.  Piccola mente e lotta interiore

4.  Piccola mente e lotta interiore





- Se guardiamo con gli occhi della grande mente viene da sorridere a vedere quanto gli esseri umani impieghino tanta energia per combattere con sé stessi; al loro interno e tra di loro e quanto, invece, poco si faccia per uscire da questa trappola.

5.  Confusione, transfert e relazione di coppia

5.  Confusione, transfert e relazione di coppia





- Spesso l’innamoramento è una riedizione delle dinamiche infantili (transfert)  - esempio della bambina non vista dal padre; questo è l’aspetto del copione che, essendo circolare, se non si fa nulla porterà la persona a ricercare la stessa situazione dell’infanzia (ferita) mantenendo uno stato di sofferenza

come si esce da questo loop? Rompendo questo schema e, nel caso di esempio, smettendo di ricercare l’amore dall’esterno e cominciando a dare, da parte dell’adulta che vede la realtà così com’è, alla propria bambina interna, quell’amore che non ha ricevuto da piccola dai propri genitori

il transfert è un classico esempio di confusione che in PNL è analizzabile in modo molto chiaro.

6.  Attaccamento ai desideri

6.  Attaccamento ai desideri




− Una coppia che non evolve sono due sistemi di desideri in conflitto (Levine)

− la parola desiderio deriva etimologicamente  da “de-sidera” cioè staccarsi dal cielo, dalle stelle: smettere di affidarsi ad una volontà  più grande e, quindi, uscire dal fiume della vita

− il desiderio o meglio, l’attaccamento ai desideri, significa quindi uscita dal fiume della vita,  caduta nella pozza della nevrosi e sofferenza in necessaria

−occorre distinguere tra preferenze (più morbide) e desideri (più rigidi) a cui ci attacchiamo trasformandoli in bisogni e doveri che diventano fonte di schiavitù, separazione e sofferenza

−la piccola mente si attacca ai desideri e ci si identifica, la grande mente li osserva mentre nascono senza giudicarli e senza attaccarvisi

−quanto detto vale anche per le convinzioni che diventano delle prigioni che ci tengono in schiavitù fino a diventare dogmi e a creare, quindi, barriere

−molti dogmi hanno a che fare, apparentemente, col campo della spiritualità ma un dogmi di spiritualità, in realtà, è un controsenso perché lo spirito non può esistere senza libertà

−i dogmi sono sostanzialmente delle difese; in prima istanza diremmo che sono difese nei confronti degli altri che non hanno le stesse idee ma in realtà i dogmi sono difese nei confronti di noi stessi, o meglio, dell’ombra che c’è in noi dove albergano le convinzioni opposte

−la terapia è il luogo dove imparare a trasformare i dogmi in preferenze; sotto questo aspetto la terapia non può prescindere dalla filosofia in quanto se filosofia è  “amore per la conoscenza”, la conoscenza significa messa in discussione le proprie convinzioni

−se terapia è “mettere in discussione attraverso il dialogo” l’essenza della terapia e quella della filosofia risultano sì differenti ma nient’affatto opposte, questo fatto, ovvero il dialogo tra le discipline, è l’essenza del linguaggio dell’essere (metamodello 2)

−come dice Panikkar, la frammentazione della conoscenza che è data dagli specialismi (vedi Baricco) porta alla frammentazione del conoscente cioè dell’uomo stesso: è una forma di de-umanizzazione

- Chi alberga al proprio interno i dogmi pratica il giudizio, la separatività, la difesa, le barriere che portano alla paura che è poi quella che produce i dogmi: ecco un altro loop

Nell’uomo la crescita biologica procede da sola, il copro è programmato per quanto e non conta molto la sua partecipazione; per quanto riguarda la crescita spirituale, invece, c’è un lavoro da compiere che richiede autodisciplina

vista in questi termini, qualunque cosa ci succeda nella vita diventa un’occasione che và sfruttata per fare un passaggio in avanti

il mondo di oggi, sotto questo aspetto, stà perdendo molto la strada: sembra infatti che noi dobbiamo essere contenti se siamo ricchi, belli ecc. e se non siamo contenti è perché ci manca qualcosa a cui dobbiamo assolutamente arrivare (vedi gioia); questo lo si vede soprattutto nei giovani che sono ormai diventati nichilisti

il nostro compito come esseri umani è quindi quello di trasformare la materia spirituale in una forma: quella dell’io adulto e intelligente

riflettendo sul copione di vita sappiamo che la ferita originaria che abbiamo avuto da piccoli porta all’attivazione di risposte che, mantenendosi nel tempo, aggravano la ferita stessa creando un loop, una danza distruttiva. Se vediamo questa situazione da un punto di vista materiale ci lamenteremo o ci arrabbieremo, non accetteremo comunque la situazione di sofferenza demandando ad altri e/o a noi stessi le colpe; se guardiamo da un punto di vista spirituale, invece, come diceva Platone, la nostra anima ha scelto di incarnarsi in quella situazione proprio per poter trasformare gli inquinanti presenti in quella famiglia in qualità dell’essere (cioè sciogliamo il karma di famiglia e diventiamo persone di luce)

- fare quanto detto sopra vuol dire seguire la via della spiritualità per la quale occorre impegno e volontà; la via della materialità, invece, è una via comoda, dove non bisogna fare nulla ma è una via che porta verso il basso (la materia se lasciata a sé stessa và verso l’inorganico e l’indifferenziato).

8.  Counseling in Aleph




























9.  Gruppi ed energia

8.  Counseling in Aleph





























9.  Gruppi ed energia

Fare un percorso Aleph e fare counseling all’interno di questo percorso è fondamentalmente la condivisione di uno stile di vita il cui fondamento è il “dono e contro-dono” invece dello scambio di merci (come dice Hillman ci spostiamo dall’inconscio dominante oggi che è quello economico)

in Aleph c’è quindi un grosso aspetto di “educazione alla vita”; il suo specialismo è aver modellato gli esempi di spiritualità che ci sono stati nella storia: in termini di PNL significa che  coglie la struttura fondamentale dell’evoluzione spirituale

Aleph quindi è un contesto di spiritualità laica ovvero aperta a tutti (credenti e non credenti in Dio) coloro che sono aperti ad una trasformazione personale che li porti a sviluppare le qualità dell’amore cioè a quelle qualità che se fossero diffuse nel mondo vivremmo tutti meglio

- in Aleph è un punto molto importante comprendere come mantenere, all’interno di un gruppo, un livello di energia alto che permetta di vivere e lavorare in un ambiente di gioia...

− ... come possiamo intervenire se in una relazione si ha un intervento che abbassa l’energia, che smorza? Non c’è una risposta universale: dipende molto dal contesto e dal fatto che spesso lo smorzare è fatto sotto forma di racket e quindi difficile da individuare ed anche da confrontare in un gruppo se anche gli altri non si sono accorti del racket cosa che capita nel 90% dei casi dato che socialmente non siamo più abituati a cogliere determinati segnali

il rischio di un racket di questo tipo, sottile e difficilmente percepibile, è quello di creare un doppio legame che non permette, alla persona che lo riceve, di fare alcuna mossa senza soffrire; e come se venisse somministrato un veleno con il sorriso: se ti ribelli al veleno fai la figura di quello che non capisce che è un atto buono che viene somministrato con il sorriso; se, invece, accogli il veleno ti entra dentro e ti avvelena

è chiaro che noi siamo tanto più sensibili al veleno quanto più lo pratichiamo noi stessi e questo, cioè non praticare racket, barriere e inquinanti, è sicuramente una buona via ma non è l’unica per poter passare dalla reazione della piccola mente alla risposta della grande mente: occorre imparare a riconoscere bene i contesti in cui c’è veleno e praticare un lavoro costante (non basta semplicemente un po’ di terapia) di consapevolezza che ha più efficacia quanto più si svolge collettivamente.

10.  Inquinanti dell’ego
       negli ambienti quotidiani

10.  Inquinanti dell’ego

       negli ambienti quotidiani





Ci sono situazioni nella vita che sono oggettivamente difficili (esempio dello scalatore) e vanno riconosciute come tali; il modo per vedere e vivere tali situazioni rimanendo comunque sereni è quello di vederlo in prospettiva, diventare antropologi, osservatori di ciò che succede, senza cadere nello stessa danza praticata all’interno del contesto, senza giudizio

se stiamo nella grande mente possiamo accogliere tutto perché comprendiamo che le cause degli inquinanti non sono nemmeno dentro a quel sistema che stiamo osservando (esempio della scuola) in realtà, guardando dalla grande mente, si vede che il problema non è la scuola ma è la stessa violenza che prende forme diverse nel mondo e che cos’è la violenza? È la violazione della verità fondamentale: che siamo tutti collegati e interconnessi (ubuntu)

quindi la domanda è “quale cambiamento posso fare io al mio interno per poter vivere qua lo stesso?” poi, come antropologo scelgo di stare in quel contesto solo per studiare la situazione, non per viverci.

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