Jung e alchimia
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-In un importante ricerca Jung sostiene che l’archetipo dello Spirito, quando si indaga dal punto di vista scientifico, ha un aspetto ambivalente (alto/basso, chiaro/scuro, buono/cattivo); postulando uno Spirito superiore - e basta - i padri della Chiesa separarono il lato scuro, terreno e femminile di questo archetipo e questo cadde nell’ombra trasformandosi nel diavolo
-Separando la luce dall’ombra si condanna l’ombra a diventare negativa: quello che succede nella psiche individuale, quindi, avviene nella psiche collettiva
-Questa scissione dell’archetipo dello Spirito ebbe come conseguenza la scissione dualistica spirito/materia: lo spirito, verso l’alto, come qualcosa di buono, puramente maschile e la materia, verso il basso, come qualcosa di male, femminile
-L’idea compensatrice che gli gnostici svilupparono in conseguenza di questa scissione fu che lo spirito è celato nella materia, che la materia è spirituale.
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-Nel libro “i cercatori di Dio” di Remo Roth viene affrontato l’argomento di come la psicologia può vedere l’evoluzione del Cristianesimo: le idee principali del Cristianesimo, dice Roth, così come il contenuto del Corano islamico, costituiscono degli esempi di come ad un certo punto lo spirito del tempo si cristallizza, le idee diventano obsolete e, non corrispondendo più alla reale situazione del collettivo, diventano pertanto dei pregiudizi
-quando le idee invecchiano, così come quando ci creiamo dei pregiudizi personali o così come l’inconscio individuale produce dei sogni, l’inconscio collettivo produce delle visioni (veicolate dai mistici), idee compensatrici che premono per un mutamento della coscienza collettiva che si è sclerotizzata nei dogmi
-Jung, per poter interpretare questi messaggi dei mistici, fa ricorso al metodo dell’amplificazione: cercare motivi paralleli tratti dal patrimonio culturale della mitologia (di tutto il mondo) al fine di distillarne il significato simbolico; ad un certo punto il significato diventa chiaro e verbalizzabile. Attraverso questo sforzo l’inconscio collettivo porta alla luce un significato che proviene da un sapere profondo, pre-conscio (cioè che viene prima della conoscenza)
-affrontiamo ora l’argomento di come lo gnosticismo ha costituito da subito una compensazione delle idee che si stavano cristallizzando attraverso la dottrina dei padri della chiesa: gli gnostici erano Cristiani del I e II secolo che diedero origine ad una corrente antagonista rispetto all’insegnamento dogmatico della chiesa (movimento più tardi bollato come eresia). Le idee gnostiche, represse nel corso della millenaria storia del Cristianesimo, sono sempre tornate alla superficie così come di notte vengono alla superficie determinati motivi attraverso i sogni
-il concetto fondamentale dell’insegnamento della chiesa è che Dio è una trinità superiore (orizzontale) esclusivamente spirituale e maschile. Gesù, figlio di Dio, una sola volta ha avuto la rivelazione, dall’altro verso il basso; l’essere umano ha il compito di ricettore di tale rivelazione: a lui è richiesta la fede nella rivelazione e non l’esplorazione, la ricerca della conoscenza di Dio; Dio viene quindi definito una volta per tutte, per l’eternità in modo immutabile non suscettibile di cambiamento
-per gli gnostici, invece, alla divinità corrisponde un Dio che è padre e madre, cielo e terra, spirito e istinto in cui l’essere umano esplica una funzione di mediazione tra questi due opposti; la divinità gnostica rappresenta più un’unità duale verticale che orizzontale al cui centro stà all’uomo per cui, per gli gnostici, ogni essere umano è potenzialmente in grado di ricevere la rivelazione da questa divinità padre/madre che scorre dal basso (la madre, la terra) verso l’alto (il padre, il cielo); l’essere umano prende così parte attiva. L’idea di Dio diventa così dinamica, in continua trasformazione e costruzione e l’uomo è parte di questa costruzione
-gli gnostici quindi riconoscevano la capacità umana di meditare sull’immagine divina e si sforzavano quindi di acquisire una conoscenza di Dio attraverso una conoscenza sempre più profonda e completa di sé stessi.
Audio 1
-Nel libro “i cercatori di Dio” di remo F. Roth (psicologo junghiano) viene espresso il punto di vista junghiano sull’alchimia e sulle religioni ed esplora delle componenti del pensiero a cui noi, molto spesso, non siamo completamente presenti
-secondo Jung nell’essere umano esistono due livelli: quello della coscienza e quello dell’inconscio; quest’ultimo non è solo sede della patologia (come diceva anche Freud secondo il quale l’inconscio era di tipo patogeno: dovuto alla repressione e alla rimozione) ma anche sede della guarigione (in comune con la visione di Eriksson dalla quale deriva la nostra visione come piennellisti)
-secondo questa visione nell’inconscio vi è una sapienza molto superiore alla coscienza; la quale non può avere accesso a tale sapienza perché convinta di avere ragione, di vedere la sola ed unica realta
-per Jung, quindi, molti dei pensieri consci che noi abbiamo sono dei pre-giudizi: una visione ristretta ed angusta del mondo; finchè questa visione non produce problemi di adattamento và tutto bene ma quando questa visione produce problemi di adattamento subentra la nevrosi; un modo, secondo Jung, in cui si esprime la sapienza superiore dell’inconscio sono i sogni.