J. Krishnamurti, nacque nel sud dell’India nel 1895 da una famiglia di bramini. All’età di quindici anni fu condotto in Inghilterra dalla teosofa Annie Besant. Lì venne educato per assumere il ruolo di Maestro del mondo, ma nel 1929 sciolse l’organizzazione di cui era stato proclamato capo e annunciò che non desiderava avere discepoli. Morì in California nel 1986. E’ autore di una settantina di libri.
La mente distrugge l’amore
Fiume della vita, pozza della nevrosi
In questo periodo, inizio ogni giornata leggendo il libro: La ricerca della felicità. Me lo porto sempre dietro, ritorno sugli stessi passaggi.
Leggo lentamente, lasciando entrare dentro di me le parole di Krishnamurti come se ascoltassi direttamente la sua voce. E’ diventato una presenza famigliare, come se abitasse con noi.
Al di là dei concetti, sento in primo luogo la musicalità del suo discorso, fluido, continuo, avvolgente, morbido e nello stesso tempo acuto e penetrante.
Più volte mi sono avvicinato al libro con un problema o con delle domande; ho aperto a caso e leggendo ho cominciato a trovare risposte nella forma di nuove domande, che aprivano e allargavano la mia visione. Ne ho sempre ricavato un grande sollievo, un senso di leggerezza, che deriva dall’uscire dalla ristrettezza della visione ordinaria, focalizzata su desideri, aspettative e altre piccole cose.
Ho in mente un’affermazione del Dalay Lama:
le aspettative sono
l’anticamera del fallimento
Mi sono reso conto, se ce ne era ancora bisogno, di quanto la nostra educazione e formazione sia davvero carente e fuorviante sulle questioni essenziali. Ma non è responsabilità della scuola o dell’università: esse, come dice Marshal Rosemberg, sono istituzioni perfette, funzionali a perpetuare e diffondere la cultura separativa e competitiva di cui sono figlie.
Porsi le domande corrette, non accontentarsi di risposte precostituite, pensare con la propria testa, diffidare della conoscenza di seconda mano, fidarsi della propria intelligenza, partire dall’osservazione senza giudizio: questi sono alcuni degli insegnamenti che Krishnamurti ha diffuso attraverso decine di libri e incontri con migliaia di persone in tutto il mondo.
La sua voce, in un periodo di decadenza come quello attuale, dove il rischio più grave è la schiavitù dai condizionamenti economici e la perdita della capacità di pensare, la sua voce è veramente un’oasi dove riattingere forze e fiducia in un cambiamento possibile.
che cosa significa amare qualcuno?
amore, nel senso comune, significa possesso...
quindi identificazione, tensione, ansia...
meccanismo del potere...
nel passato...
che cosa significa libertà?
meccanismo del potere...
e nel presente...