Mauro Scardovelli

 

Il mio curriculum   (clicca qui)

Chi sono


Sono un egoista radicale, senza compromessi. Voglio fare ciò che mi piace e mi fa bene, insieme a persone che fanno altrettanto. Per questo sono interessato al bene di mia moglie e dei miei amici, perché il loro bene è anche il mio bene.


Poi, dal momento che frequento molte altre persone, desidero che anche loro facciano ciò che a loro piace e fa bene, perché il loro bene è anche il mio.


Sono egoista radicale, senza compromessi, quindi, sapendo che ogni forma di nevrosi impedisce alle persone di realizzare se stesse, desidero fortemente sbarazzare me e più persone possibili da questo inutile fardello.

Ma siccome non posso fare molto da solo, sono interessato che altri si impegnino nella stessa direzione, in modo efficace e più rapido possibile.


Ma il mio egoismo non si ferma qui. Voglio di più. Ho capito che la nevrosi è anche una terribile malattia sociale, che crea le condizioni affinché si verifichi sfruttamento e oppressione, quindi molta infelicità sparsa ovunque. Siccome il bene collettivo è anche il mio bene, sono interessato a lavorare affinché la nevrosi collettiva pian piano si ritiri da questo pianeta, e lasci il posto a relazioni sociali e politiche guidate dall’interesse comune, anziché dall’avidità.


E siccome oltre che egoista sono anche un sublime narcisista, sono interessato anche al benessere dei mari, delle montagne, dei fiumi, dei laghi, delle piante e degli animali, perché quando li vedo soffrire, disgraziatamente soffro anch’io, altrimenti non me ne importerebbe un bel niente, come un bel niente mi importa degli altri.

La mia professione


Come mestiere faccio il formatore e il terapeuta. Insomma, sono uno psicologo. Ma, se doveste incontrarmi, non spaventatevi: non vi leggerò nel pensiero, non svelerò i reconditi del vostro inconscio.


Io degli altri capisco ben poco, come del resto del mondo intorno a me (e dentro di me). Comprendere la complessità di un essere umano, al di là di qualche piccolo tratto, mi sembra davvero un’impresa disperata. Dal momento che me ne rendo conto, non mi è difficile restare umile e rimanere in ascolto, cercando di continuare ad imparare. Ogni volta come fosse la prima.


Tutto sommato, credo che le persone, salvo rari casi, si guariscano da sole. Hanno solo bisogno di incontrare e frequentare un contesto di opportunità in grado di favorire l’emergere delle loro risorse.

Un contesto di opportunità ispirato a premesse epistemologiche (presupposti, visione del mondo) differenti e più sane rispetto a quelle oggi dominanti nella società post-industriale e globalizzata.

Naturalmente, come piennellista, non sottovaluto l’importanza delle tecniche, e insieme ad un gruppo di ricerca, mi dedico ad un loro ampliamento e perfezionamento. Ma sono anche consapevole che le tecniche da sole non sono in grado di nutrire l’anima di nessuno.



La mia ricerca


Sto per dire un’ovvietà: viviamo in una società malata.

La malattia non è superficiale o casuale: è la conseguenza delle premesse che reggono tutta l’impalcatura. Premesse o “miti” che rendono molto difficile lo sviluppo di relazioni sane, basate sul rispetto e sull’amore reciproco, anziché sulla paura e sulla ricerca del potere.


Economia, finanza, politica, scuola, università, sanità, soffrono  dello stesso tipo di problemi: la progressiva spersonalizzazione e disumanizzazione burocratica, la mancanza di empatia e compassione, l’individualismo e la competizione crescenti.


La depressione, l’ansia, la paura del futuro, l’insoddisfazione esistenziale, hanno lì la loro radice (Scardovelli, Karma ideologico ed economia, Liberodiscrivere). 


Date queste premesse, ho deciso di non lavorare più con le persone senza affrontare anche questi argomenti. Non per sentirsi impotenti e cercare degli alibi. Al contrario: per comprendere che nevrosi individuale e collettiva si sostengono reciprocamente.


Non si guarisce richiudendosi nell’analisi infinita dei propri vissuti e atteggiamenti, ma imparando a sviluppare le qualità che favoriscono cambiamenti positivi. E scoprendo che le qualità utili a promuovere un mondo migliore intorno a noi, sono le stesse che coltivano i semi di felicità al nostro interno: umiltà, genuinità, ascolto, trasparenza, compassione, empatia nella gioia ecc. 


Sono giunto così a sviluppare un crescente interesse per una distinzione che è diventata il centro della mia ricerca: Ego e Anima, o in altri termini, piccola mente e grande mente.

Ego, come organizzazione interna alimentata dagli inquinanti della mente: orgoglio, avidità, fede negativa, doppiezza ecc.

Anima, come identità profonda che si raggiunge praticando le qualità dell’amore (Scardovelli, Qualità e inquinanti, Liberodiscrivere).

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  1. storia personale di Mauro: più portato per cose tecniche, le capacità umanistiche si sono sviluppate attraverso un metodo

  2. ci troviamo di fronte ad una cultura che tende a bloccare la creatività e la libera espressione delle idee degli esseri umani e ad impedirne la crescita e questo genera sofferenza

  3. anche le istituzioni/organizzazioni si trovano immerse in questo e generalmente finiscono per arroccarsi intorno a strutture di potere

  4. dall’incontro con la filosofia buddista ho imparato che esiste la sofferenza necessaria e quella nevrotica e come sciogliere quella nevrotica: Aleph nasce da questa visione

  5. oggi gran parte dell’umanità vive ancora in schiavitù, alcuni in schiavitù vera purtroppo, e molti vivono in una “schiavitù salariata”: l’oppressione dell’uomo sull’uomo esiste ancora; questa situazione genera molta sofferenza

  6. le letture che stiamo facendo servono proprio ad aumentare la conoscenza per essere sempre più efficaci nello sciogliere la sofferenza nevrotica (movente etico)

  7. Il nostro compito è quello di lasciare un modo migliore di come l’abbiamo trovato; dal punto di vista materiale questo oggi non è certo un problema mentre dal punto di vista etico non è così: non abbiamo una visione allargata per poter capire in che mondo stiamo vivendo e la conseguenza delle nostre azioni.

Conversazione con Mauro

sulla Mission di Aleph

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  1. Esempi di vita per comprendere il significato di etica e di umanità: due concetti che nel nostro mondo vanno perdendo significato

  2. dallo studio dell’anatomia scopriamo che il cuore è circondato dal muscolo del pericardio che lo protegge; via via che le emozioni forti ci colpiscono il pericardio si indurisce finché il cuore è protetto ma noi diventiamo sempre meno sensibili: è quindi necessario che questo muscolo, che è collegato con i centri più importanti del corpo, si rilassi perché noi si possa tornare a sentire davvero

  3. dalla scienza oggi, quindi, abbiamo conferma di ciò che anticamente si conosceva bene: il centro del cuore è il luogo da cui capiamo l’universo

  4. liberare il cuore delle persone, liberare il nucleo di luce che c’è all’interno di ogni persona, è ciò che interessa di più in Aleph: non più una sostenibile infelicità bensì la vera e piena felicità.