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•Esempi di vita per comprendere il significato di etica e di umanità: due concetti che nel nostro mondo vanno perdendo significato
•dallo studio dell’anatomia scopriamo che il cuore è circondato dal muscolo del pericardio che lo protegge; via via che le emozioni forti ci colpiscono il pericardio si indurisce finché il cuore è protetto ma noi diventiamo sempre meno sensibili: è quindi necessario che questo muscolo, che è collegato con i centri più importanti del corpo, si rilassi perché noi si possa tornare a sentire davvero
•dalla scienza oggi, quindi, abbiamo conferma di ciò che anticamente si conosceva bene: il centro del cuore è il luogo da cui capiamo l’universo
•liberare il cuore delle persone, liberare il nucleo di luce che c’è all’interno di ogni persona, è ciò che interessa di più in Aleph: non più una sostenibile infelicità bensì la vera e piena felicità.
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•storia personale di Mauro: più portato per cose tecniche, le capacità umanistiche si sono sviluppate attraverso un metodo
•ci troviamo di fronte ad una cultura che tende a bloccare la creatività e la libera espressione delle idee degli esseri umani e ad impedirne la crescita e questo genera sofferenza
•anche le istituzioni/organizzazioni si trovano immerse in questo e generalmente finiscono per arroccarsi intorno a strutturare di potere
•dall’incontro con la filosofia buddista ho imparato che esiste la sofferenza necessaria e quella nevrotica e come sciogliere quella nevrotica: Aleph nasce da questa visione
•oggi gran parte dell’umanità vive ancora in schiavitù, alcuni in schiavitù vera purtroppo, e molti vivono in una “schiavitù salariata”: l’oppressione dell’uomo sull’uomo esiste ancora; questa situazione genera molta sofferenza
•le letture che stiamo facendo servono proprio ad aumentare la conoscenza per essere sempre più efficaci nello sciogliere la sofferenza nevrotica (movente etico)
•Il nostro compito è quello di lasciare un modo migliore di come l’abbiamo trovato; dal punto di vista materiale questo oggi non è certo un problema mentre dal punto di vista etico non è così: non abbiamo una visione allargata per poter capire in che mondo stiamo vivendo e la conseguenza delle nostre azioni.
Barbara Compagnoni, Marta Cerutti e Gianluca Minella, tutti practitioner di PNL prossimi al master, appassionati e coinvolti nella mission di Aleph, stanno collaborando con me a mettere ordine in un materiale di testi, di audio e di video che, spaziando in vari ambiti, rischia di apparire caotico e dispersivo.
Il sito
Questo è il quaderno di appunti in rete nel quale prendo nota delle riflessioni che, per abitudine, svolgo ogni mattina. Vado a correre o a camminare, pratico meditazione, leggo qualcosa, e torno a casa con nuove intuizioni e idee.
Il monte di Portofino, immerso in una natura incontaminata, con i suoi grandi alberi e le sue rocce a picco sul mare, con le sue stupende vedute sulle coste e sulle montagne, che si perdono all’orizzonte, verso la Francia e verso la Toscana, favorisce il silenzio e la concentrazione.
I corsi Aleph, gli incontri terapeutici, le supervisioni, mi forniscono le domande su cui riflettere: da dove origina la sofferenza? quali sono i presupposti individuali e culturali che la alimentano? quali pratiche, che tipo di interventi, quali tecniche, promuovono il cambiamento e la crescita personale? quali fattori la ostacolano? come possiamo diventare più efficaci nell’aiutare le persone? quali insegnamenti favoriscono la consapevolezza, la solidarietà, la fratellanza, la libertà, l’ecologia profonda?
Audio: conversazione con Mauro sulla Mission di Aleph
Rifletto su questo temi sempre partendo da problemi concreti, miei o delle persone che mi sono vicine o con cui lavoro. Problemi che producono sofferenza innecessaria e attendono di essere sciolti. Inizio da ciò che è più vicino (sentimenti, emozioni, bisogni inespressi, conflitti), e poi allargo lo spazio per indagare i presupposti e le determinanti culturali del campo morfico in cui siamo immersi. Il terreno che i problemi alimenta e favorisce.
In questa meditazione riflessiva mi sento collegato a tante persone che collaborano con me e Carolina, mia moglie, nel portare avanti il progetto Aleph.
Per il momento, data la mia tipologia perceiver, ovvero di improvvisatore più che di organizzatore, si tratta di un esperimento rapsodico, un cantiere artigianale, piccolo ma ambizioso, che anticipa la realizzazione di un progetto collettivo futuro: una libera università delle idee e delle conoscenze essenziali.
Conoscenze e pratiche che, in una società più umana, dovrebbero essere insegnate a tutti, a partire dai primi anni delle elementari. Per liberarci dai pregiudizi e dalle falsità propagandate da élite e centri di potere - finanziari, economici, politici -, disinteressati al bene comune. Per liberarci da stili di vita che sono tossici per noi e l’ambiente.
Per comprendere i nostri veri bisogni e sentimenti, che ci accomunano agli altri.
Per essere noi stessi agenti di cambiamento per un mondo migliore.